Non ce l’ha fatta Giorgio Faletti. L’attore e scrittore italiano è morto questa mattina, a Torino, all’età di 63 anni. Malato da tempo, era ricoverato all’ospedale Molinette, con tutti i suoi impegni di lavoro annullati per via del suo stato di salute. A ucciderlo sarebbe stato un tumore ai polmoni, scoperto solo pochi mesi fa, che poi si sarebbe diffuso sino al cervello.

Nato ad Asti il 25 novembre del 1950, Faletti nasce come cabarettista nel mitico Derby di Milano, trampolino di lancio per molti nomi che da lì a poco sarebbero diventati i simboli della comicità italiana di quella generazione, da Teocoli a Boldi, da Abatantuono a Paolo Rossi e Francesco Salvi. La svolta avvenne grazie a Drive In, dove interpretava la guardia giurata Vito Capozzo, dividendo il palcoscenico con Ezio Greggio, Gaspare e Zuzzurro e lo stesso Teo Teocoli.

Ma Faletti non prestò il suo talento solo alla commedia, la sua era una personalità eclettica, che spaziava tra la pittura, la musica e soprattutto la scrittura. Io uccido, suo romanzo d’esordio tra i bestseller più venduti di sempre in Italia (a cui seguirono Niente di vero tranne gli occhi, Io sono Dio, Da quando a ora, Appunti di un venditore di donne e Tre atti e due tempi), lo ha iscritto tra i grandi autori del noir italiano.

Le sue ultime apparizioni al cinema sono state nei film Notte prima degli esami, Cemento armato e Baarìa, di Tornatore.

Sotto, una clip di Faletti al Drive In:

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