Impossibile dimenticare quella voce roca e graffiante. Joe Cocker è morto a 70 anni, nella tranquillità del suo ranch in Colorado. Da tempo era afflitto da un male incurabile e a dare l’annuncio della scomparsa è stato il suo manager, Barrie Marshall, al suo fianco da 30 anni: «Era unico, lascia un vuoto incolmabile», ha dichiarato alla BBC. Un vuoto che solo le grandi icone lasciano, aggiungiamo noi. Nato in Inghilterra, a Sheffield, nel 1944, Cocker era un’anima soul e blues prima di tutto, esplosa e consacrata a Woodstock, che entrò in contatto anche con il mondo del cinema.

Negli Usa fu amatissimo, John Belushi lo parodiò spesso durante i suoi sketch al Saturday Night Live (i due finirono anche per esibirsi insieme), e Cocker firmò alcune delle colonne sonore più celebri di sempre, prima con “Up Where We Belong” di Ufficiale e gentiluomo, che nel 1983 gli valse un Golden Globe e un Oscar come Miglior canzone, poi con la famosissima “You Can Leave Your Hat On”, che accompagnava lo spogliarello di una conturbante Kim Basinger in 9 settimane e 1/2, sino alla cover di Come Together dei Beatles scritta per il film Across the Universe.

Una grande voce, un grande artista.

Sotto, il commento-omaggio di Zucchero (grande amico di Cocker) e le clip delle canzoni sopra citate, tra cui il duetto con Belushi:

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