Il cinema piange Omar Sharif, l’attore egiziano indimenticabile volto del Dottor Zivago nel film di David Lean, che gli valse un Golden Globe. Aveva 83 anni e a stroncarlo è stato un infarto, che l’ha colpito mentre si trovava ricoverato in un ospedale del Cairo. Soffriva di Alzheimer già da tempo. In carriera ricordiamo naturalmente il kolossal con Peter O’Toole Lawrence d’Arabia (diretto sempre da Lean), che gli valse una nomination agli Oscar come Miglior attore non protagonista.

Nel 2003 ha interpretato il protagonista del film Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, vincendo il premio del pubblico per il miglior attore alla 60ª Mostra del Cinema di Venezia – accompagnata quell’anno dal Leone d’Oro alla carriera – e, nell’edizione 2004, il Premio César (l’Oscar francese) per il migliore attore.

Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1932, laureato in matematica e fisica al Cairo, si avvicina al cinema nel 1953 grazie al regista Youssef Chahine, che lo sceglie per Lotta sul fiume. Interpreta oltre 20 film in Egitto in otto anni, tra cui La castellana del Libano e I giorni dell’amore che trovano distribuzione anche in Italia. Poi, l’incontro con Lean segna la svolta. Uno dei suoi ultimi lavori è stato quello di doppiatore: era infatti la voce originale del Leone di Le cronache di Narnia.

 

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