È morto Ozzy Osbourne, leggenda dell’heavy metal e dell’immaginario horror
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È morto Ozzy Osbourne, leggenda dell’heavy metal e dell’immaginario horror

Il cantante si è spento dopo una lunga battaglia con il Parkinson e un’ultima apparizione da “Principe delle Tenebre”

È morto Ozzy Osbourne, leggenda dell’heavy metal e dell’immaginario horror

Il cantante si è spento dopo una lunga battaglia con il Parkinson e un’ultima apparizione da “Principe delle Tenebre”

Una foto di Ozzy Osbourne

Ozzy Osbourne è morto all’età di 76 anni. Il frontman dei Black Sabbath, simbolo incontrastato dell’heavy metal e volto amatissimo anche dal pubblico televisivo grazie al reality The Osbournes, si è spento il 22 luglio circondato dalla famiglia. A dare l’annuncio è stata la moglie Sharon, chiedendo riservatezza per questo momento di lutto. La notizia arriva a poche settimane dal suo ultimo concerto con i Black Sabbath a Birmingham, la città che lo aveva visto nascere nel 1948 e che aveva dato i natali anche al metal stesso.

Nel corso della sua carriera, Osbourne ha incarnato un’estetica che ha influenzato non solo la musica ma anche il cinema: dai riferimenti horror nella poetica dei Black Sabbath (che prendono il nome proprio da un film con Boris Karloff), fino al documentario God Bless Ozzy Osbourne presentato al Tribeca Film Festival, il Principe delle Tenebre ha sempre avuto una presenza scenica da film. Nel 2009 pubblicava la sua autobiografia I Am Ozzy, che avrebbe ispirato anche il biopic in preparazione prodotto dal figlio Jack, a testimonianza di un’eredità culturale che va oltre i confini della musica.

Nonostante una lunga battaglia con il Parkinson, diagnosticato nel 2003 e reso pubblico nel 2020, Osbourne ha continuato a esibirsi finché ha potuto. Nel luglio 2025 era tornato sul palco per l’ultima volta, seduto su un trono, chiudendo simbolicamente il cerchio con una performance accanto a Metallica, Guns N’ Roses e Steven Tyler. Era stato il suo primo live con i Sabbath dopo vent’anni, l’ultimo saluto al pubblico che lo aveva seguito per oltre cinque decenni.

La sua voce – inconfondibile – e il suo stile provocatorio hanno reso immortali brani come Paranoid, Iron Man, Crazy Train e la struggente Mama, I’m Coming Home. Oltre ai Grammy, ai milioni di dischi venduti e alle due induzioni nella Rock and Roll Hall of Fame (una con i Black Sabbath, l’altra da solista), Ozzy lascia un segno indelebile anche nella cultura pop. Non solo per l’aneddoto del pipistrello, ma per aver saputo trasformare la sua vita in uno spettacolo gotico, surreale, spesso tragico, sempre spettacolare.

Foto: Harry How/Getty Images

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