Brutta notizia per gli amanti della fantascienza, ma anche del grande cinema: si è spento questa mattina, a 91 anni, lo scrittore e sceneggiatore americano Ray Bradbury.
Bradbury è stato uno degli autori più importanti e rivoluzionari della fantascienza del secolo scorso: e se molti lo ricordano per il suo romanzo più famoso, Fahrenheit 451 (che fu trasposto su celluloide nell’immortale pellicola di Truffaut), ridurre la sua opera solo a quel libro è certamente limitante. Altrettanto famosa e importante è la raccolta di racconti Cronache marziane, uscita nel 1950 e che fu di ispirazione per film, serie tv e sceneggiati radiofonici; ma sono molti altri i racconti e romanzi (trovate la sua bibliografia completa qui) che Bradbury portò al cinema. Tra questi ricordiamo Something Wicked This Way Comes, fantasy/horror con più di un elemento “stephenkinghiano” (e stiamo parlando di un romanzo del 1962…) trasportato al cinema da Jack Clayton (regista della prima versione cinematografica del Grande Gatsby), con Jonathan Pryce (Brazil) tra i protagonisti. E poi Il risveglio del tuono di Peter Hyams, tratto dal suo racconto A Sound of Thunder (1952), L’uomo illustrato con Rod Steiger…
Molto amico di Charles Addams (illustratore e autore americano famoso per la “famiglia” sua omonima) e di Ray Harryhausen, Bradbury mantenne sempre un forte legame con il mondo del cinema – anche critico: per esempio, descrisse la versione televisiva delle sue Cronache marziane, realizzata dalla NBC nel 1980 e con protagonista Rock Hudson, come «molto noiosa». L’importanza delle sue opere (che secondo lui «sono opere di fantasia, miti greci, non fantascienza vera e propria») è incommensurabile, e per quantificarla potrebbe bastare sapere che l’associazione americana SFWA, che riunisce tutti gli scrittori americani di fantascienza e fantasy, ha nominato il suo premio più prestigioso “Ray Bradbury Award”. Inoltre, al 6644 di Hollywood Boulevard (esatto, la Walk of Fame) campeggia una stella nel cemento: il nome che vi è inscritto sopra è quello di Ray Bradbury.
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