Il cinema italiano (e non solo) piange un altro grande nome: Sergio Sollima. Il regista, famoso per aver firmato Sandokan, lo sceneggiato sulla “Tigre della Malesia” con Kabir Bedi protagonista, è morto a Roma, all’età di 94 anni. Padre di Stefano, autore delle serie tv di Gomorra e Romanzo Criminale, Sollima nasce il primo aprile del 1921 a Roma e comincia la sua carriera come autore teatrale. L’esordio arriva con la commedia L’uomo e il fucile, con un giovane Nino Manfredi a fare da star, ma il cinema è lì a un passo e sotto lo pseudonimo di Simon Sterling firma tre film di spionaggio – Agente 3S3: passaporto per l’inferno (1965), Agente 3S3: massacro al sole (1965) e Requiem per un agente segreto (1967) -.
È con gli spaghetti western, però, che Sollima diventa celebre, laureandosi come uno dei grandi maestri del genere. La resa dei conti (1967), con Tomas Millian in versione fuggiasco è uno dei suoi lavori più famosi, nonché primo capitolo della trilogia realizzata con l’attore, a cui seguono Faccia a faccia (1967) e Corri uomo corri (1968).
Negli anni Settanta, Sollima si concentra soprattutto sugli sceneggiati, ed è allora che realizza Sandokan, trasmesso su Rai e show di grande popolarità, che mette sotto i riflettori Bedi. Un successo tale, quello di Sandokan, da estenderne la narrazione anche al cinema con due film, che Sollima produce, Il corsaro nero, La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa (1977) e, per la tv, Uomo contro uomo (1987), Passi d’amore (1989), Solo per dirti addio (1992), Il figlio di Sandokan (1998).
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