Un nuovo action arrivato questa estate sembra avere tutte le carte in regola per conquistare il cuore degli appassionati del genere. Immaginate di prendere la presenza imponente di Alan Ritchson, amato volto di Reacher, aggiungere una storia di vendetta alla John Wick e immergere il tutto in un’ambientazione anni ’70. Il risultato è Motor City, film indipendente ma decisamente ambizioso che promette di portare sullo schermo un’esperienza d’azione decisamente fuori dagli schemi.
D’altronde, la presenza di Alan Ritchson è difficile che passi inosservata. L’attore ha costruito gran parte della propria popolarità proprio grazie alla sua presenza fisica e al suo carisma, caratteristiche che lo hanno reso il protagonista perfetto di Reacher. Dopo il successo della serie targata Prime Video, ogni nuovo progetto dell’attore è destinato inevitabilmente a suscitare grande curiosità, soprattutto quando torna a confrontarsi con il genere action.
La trama di Motor City, almeno sulla carta, sembra partire da una premessa piuttosto classica. Ambientata nel 1977, vediamo Ritchson nei panni di John Miller, un ex detenuto che, dopo essere stato incarcerato per un crimine che non ha commesso, perde la donna che ama. Una volta tornato in libertà, John ha un unico obiettivo: trovare le persone responsabili della sua rovina e ottenere la propria vendetta.
Il paragone con John Wick è quasi telefonato. Come l’iconico sicario interpretato da Keanu Reeves, anche John Miller è un uomo spinto dalla perdita e trasformato dalla rabbia in una forza apparentemente inarrestabile. La sua fisicità e la sua furia nell’affrontare i nemici, invece, ricordano inevitabilmente il personaggio di Ritchson in Reacher.
Curiosamente, Motor City presenta anche un inaspettato elemento distintivo. Il film è infatti quasi del tutto privo di dialoghi. Il personaggio di Ritchson, in particolare, è un uomo di poche parole e lo stesso film lascia che siano soprattutto le immagini a raccontare la sua storia. In compenso, la colonna sonora gioca un ruolo di primissimo piano sfruttando brani di artisti iconici come David Bowie, Fleetwood Mac, Bill Withers, Donna Summer e The Moody Blues.
Musica e immagini diventano così i due pilastri dell’intera esperienza proposta da Motor City. Le sequenze d’azione sono costruite come vere e proprie coreografie, mentre la violenza accompagna praticamente ogni momento del viaggio di John in quello che sembra essere una sorta di “musical d’azione” nel quale Ritchson sembra muoversi come una vera e propria forza della natura.
Chiaramente, si tratta di un approccio abbastanza peculiare che difficilmente incontrerà il favore di tutti. La sua violenza estrema, unita alla quasi totale assenza di dialoghi, potrebbe rappresentare un ostacolo per parte del pubblico, mentre per gli appassionati dell’action senza compromessi, invece, potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa.
Un ruolo decisivo è inoltre giocato dall’ambientazione. La Detroit degli anni ’70, con il suo immaginario vintage e il look volutamente rétro, accentua la sensazione di trovarsi davanti a un film recuperato da un’altra epoca, quasi volesse porsi come un oggetto cinematografico fuori dal tempo, estremamente stilizzato e volutamente sopra le righe.
Particolarmente interessanti sono poi i nomi coinvolti nel cast. Accanto a Ritchson, nel cast troviamo Shailene Woodley nel ruolo di Sophie, la fidanzata di John, mentre Ben Foster e Pablo Schreiber interpretano i principali antagonisti Reynolds e Savick. A completare il gruppo c’è Ben McKenzie, noto soprattutto per aver vestito i panni di Jim Gordon nella serie DC Gotham, che qui ritroviamo nei panni del poliziotto corrotto Kent.
Insomma, con un cast ricco di volti già abituati al genere e una formula che punta tutto su musica, atmosfera e combattimenti, Motor City potrebbe quindi rivelarsi una vera e propria scheggia impazzita nel moderno panorama action.
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Foto: Prime Video / Lionsgate
Fonte: ScreenRant
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