Ad oggi, i fan sono ben consapevoli di come lavori la Marvel nell’interconnettere i suoi vari universi, ovvero attraverso un “cervello centrale” formato da diverse personalità, capitanate ovviamente da Kevin Feige. Decisamente più misterioso è invece il metodo della Warner Bros. nei confronti degli adattamenti targati DC Comics, ma a rivelarcelo, adesso, è direttamente Charles Roven, che ha prodotto i film sul Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, oltre a diversi altri cinecomic, da Man of Steel agli imminenti Batman v Superman, Suicide Squad e Wonder Woman.

Interpellato da Collider, che gli ha chiesto se il cervello centrale dell’universo cinematografico DC fosse formato da lui stesso, Zack Snyder, Deborah Snyder e Geoff Johns (chief creative officer della rinomata casa di pubblicazione), Roven ha risposto così: «Credo che sia molto coinvolto nel cervello anche John Berg, il vice presidente della Warner. Direi che gli Snyder, me medesimo, John Berg e Geoff Johns siamo quella sorta di cervello centrale. Sto lavorando con delle ottime persone. Sono tutte grandi persone. Ci sono molte volte in cui andiamo d’accordo, e altre volte in cui non andiamo d’accordo e ci lavoriamo sopra».

Come già sappiamo, però, la Warner ha anche ingaggiato diversi registi “esterni” per le proprie trasposizioni, e Roven non può che esserne contento: «Un’altra delle cose che amo molto in ciò che facciamo, è che stiamo anche chiamando diversi cineasti talentuosi, invitandoli dentro per creare con noi. La chiamo la sabbionaia. Abbiamo questa sabbionaia coi personaggi DC della Justice League, e vogliamo che questi film che stiamo creando siano interconnessi. I personaggi si muoveranno su una linea che speriamo ci porterà verso Justice League 2, ma possono anche interagire con gli altri film».

Prosegue: «Quindi, ad esempio, se dopo Justice League 1 uscissero i film su Flash e Aquaman, non sarebbero dei personaggi completamente diversi, ma si saranno evoluti da Justice League 1. Quando vedremo Wonder Woman in Justice League 1, lei si sarà evoluta da Batman v Superman, a meno che non decidiamo, in una di quelle storie, di raccontare qualcosa di accaduto in passato, affrontando invece le origini del personaggio».

E se i registi esterni decidessero di virare su un’altra strada? Conclude Roven: «È veramente interessante e una sfida quando tiri fuori una mappa ma poi ti porti dietro qualcun altro che ti dice, “Stai andando a San Francisco usando la statale 5, perché non prendi invece la 101?”. E tu pensi, “È interessante, forse dovremmo andare verso la 101, cosa succederebbe se lo facessimo?”. E tutto ciò cambia le cose. Improvvisamente, capisci di poter arrivare dove devi andare attraverso un metodo totalmente diverso da quello che avevi pianificato. Oppure potresti decidere di unire le due strade. È veramente divertente quando hai delle grandi menti che si uniscono per rendere le cose migliori, più interessanti, più divertenti, più provocative».

Insomma, tutto chiaro no?

Fonte: Collider

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