Da animatore con un sogno nel cassetto a imprenditore di successo. Iginio Straffi, 49 anni, ha iniziato la sua carriera come direttore artistico di Nick Raider per la Bonelli, ma l’arcobaleno lo ha trascinato su altri prati. Nel 2004 ha fondato la Rainbow con il desiderio di raccontare ai bambini la storia magica di un gruppo di fate vestite alla moda e dall’animo combattivo. Un sogno che lo ha portato a essere una delle più importanti personalità dell’animazione europea. Ecco cosa ci ha raccontato del terzo film prodotto dalla sua factory.
Qual è la particolarità di questo nuovo appuntamento cinematografico?
«Con Il mistero degli abissi approfondiamo segreti irrisolti nella quinta e sesta stagione (come la perla delle profondità, ndr), ma parliamo anche di ecologia, per far comprendere alle nuove generazioni l’importanza di prendersi cura del nostro pianeta. Il tutto, però, con una sterzata verso la commedia. Ci siamo resi conto che i bambini e le mamme si divertono di più con una storia meno approfondita psicologicamente ma con più gag».
Il film non è ancora finito. Riuscirete a completarlo in tempo per l’uscita nei cinema il 4 settembre?
(ride) «Realizzare un film in 3D non è semplice. Occorrono tanti passaggi ma per fortuna – avendo preso molti sfondi, ambientazioni e personaggi dalle serie tv – abbiano dovuto solo “ripulire” immagini già pronte. Abbiamo implementato software ad hoc per rendere al meglio gli effetti di vestiti e capelli e il lavoro è quasi terminato ormai. Ci ha agevolato anche la fine dello sciopero dei doppiatori». […]
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