Eleanor Tomlinson: Da grande voglio fare la Bond Girl
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Eleanor Tomlinson: Da grande voglio fare la Bond Girl

L'attrice inglese interpreta una principessa ribelle ne Il cacciatore di giganti, rivisitazione della favola di Jack e il fagiolo magico ad opera di Bryan Singer. Ma nei suoi sogni c'è 007...

Eleanor Tomlinson: Da grande voglio fare la Bond Girl

L'attrice inglese interpreta una principessa ribelle ne Il cacciatore di giganti, rivisitazione della favola di Jack e il fagiolo magico ad opera di Bryan Singer. Ma nei suoi sogni c'è 007...

Ha appena 20 anni ma il suo profondo amore per la recitazione (trasmessole dai genitori e dal fratello, tutti attori) l’ha già portata alla corte di autori importanti come Tim Burton (Alice in Wonderland), Gabriele Salvatores (Educazione siberiana) e Bryan Singer, che l’ha diretta in Il cacciatore di giganti, in uscita il 28 marzo. Ma lei non ha paura di ammettere che «la mia vita non è cambiata così tanto. Ogni giorno, in fondo, vado al lavoro come tutti. Questo pensiero mi aiuta a mantenere i piedi per terra».

Best Movie: Eppure dal tuo volto traspare emozione, entusiasmo, direi euforia.
Eleanor Tomlinson: «Perché adoro questo mestiere. Perché per la promozione di questo film volerò per la prima volta negli States. Perché è stata un’avventura incredibile. Perché se da bambina mi avessero detto che un giorno avrei interpretato una principessa non ci avrei creduto».

BM: Quando sei stata coinvolta nel progetto?
ET
: «Quattro o cinque anni fa. Ricordo il primissimo script e la prima audizione, a cui ne sono seguite altre sette. Quando infine mi hanno detto che avevo ottenuto la parte sono corsa in strada a esultare e ho subito cercato mia madre! Eravamo a casa nostra nello Yorkshire. E poi ho continuato i festeggiamenti al pub (ride)».

BM: Perché hanno scelto te per il ruolo di Isabelle?
ET
: «Perché cercavano qualcuno che fosse in grado di interpretare una principessa atipica. E probabilmente hanno intravisto in me una persona in grado di incarnarne la dolcezza ma anche la determinazione. Anch’io nella vita so essere una gran rompiballe. Da questo punto di vista sono come Isabelle. Se voglio qualcosa, combatto per averlo».

BM: Hai potuto intervenire sulla sceneggiatura?
ET: «Con Bryan siamo diventati buoni amici, e questo ci ha permesso di confrontarci molto. Per un attore è fondamentale riuscire a trovare un buon feeling con il regista. E lo stesso è successo con Nicholas. C’è stata molta complicità fin dall’inizio delle riprese, il che ha aiutato la nostra relazione sullo schermo a risultare più credibile».

BM: Com’è stata l’esperienza con la CGI?
ET
: «È stata una sfida. Per nulla semplice. Però quando capisci il meccanismo e ti lasci coinvolgere, tutto diventa più naturale».

BM: Cosa pensi del 3D?
ET: «Non credo che sia il futuro del cinema. Così come credo che non sia adatto per qualsiasi film. Orgoglio e pregiudizio in 3D non avrebbe senso. Per film come Avatar, invece, è perfetto. Così come per Il cacciatore di giganti. Perché rende l’avventura ancor più coinvolgente e spettacolare».

BM: Hai “trafugato” qualcosa dal set?
ET
: «Sì, una foglia della pianta di fagioli… enorme! E gli stivali di Isabelle».

BM: So che sei stata vittima di scherzi…
ET
: «Be’, essere l’unica donna sul set non è stato facile! Ero il bersaglio più ambito! Un giorno stavamo girando all’interno di una cattedrale. Uno degli addetti alla scenografia ha indossato un’armatura ed è rimasto immobile, accanto ad altre armature in esposizione. Mi hanno detto che avevano aggiunto una scena, non prevista dal copione. Mi hanno spiegato cosa fare e io l’ho fatto. Se non che, a un certo punto, mentre correvo mi sono vista arrivare contro quest’armatura, che per di più urlava! Uno spavento!».

BM: Sono passati due anni da quando avete girato Il cacciatore di giganti, nel frattempo hai lavorato anche al nuovo film di Gabriele Salvatores, Educazione Siberiana.
ET
: «Altra esperienza incredibile. Gabriele è una persona fantastica, molto umana e disponibile. Mi ha dedicato parecchio tempo per lavorare insieme al mio personaggio, Xenya, guidandomi in questo percorso per me complesso. Ha un modo di comunicare tutto suo. Nonostante il suo inglese sia molto elementare, riusciva a farsi capire perfettamente anche parlando in italiano: direi che è quasi magico. È stato illuminante lavorare con lui».

BM: Chi è Xenya?
ET
: «È una ragazza russa con un ritardo mentale, che intellettualmente la fa assomigliare a una bambina di cinque anni, nonostante il suo fisico sia quello di una normale adolescente. È stata dura darle anima e corpo, perché rischiavo di descriverla in modo ridicolo o poco rispettoso, per via di questo suo handicap. È molto dolce e incarna l’innocenza tipica dei bambini».

BM: Isabelle e Xenya sono due personaggi completamente diversi. Che ruoli cerchi?
ET: «Qualsiasi cosa che mi costringa a mettermi alla prova. Per il momento sono stata molto fortunata, perché sono stata coinvolta in progetti molto vari. E vorrei che fosse così anche in futuro. Non vorrei rischiare di fare sempre la stessa parte ed essere “etichettata” in un certo modo».

BM: Che consiglio dai a chi sogna di intraprendere questa carriera fin da piccolo come hai fatto tu?
ET: «Se la recitazione è il tuo sogno, inseguilo. Perché no? È dura, bisogna lavorare sodo e imparare a essere forte, fisicamente e psicologicamente. Ma ne vale la pena. E presto capisci se è il mestiere giusto per te o no».

BM: Con quali registi ti piacerebbe lavorare?
ET: «Adoro Sam Mendes: ho visto Skyfall e sì, credo che vorrei diventare una Bond Girl un giorno. Nei miei sogni ci sono James Cameron, Steven Spielberg».

BM: Tutti registi di film d’azione e di forte impatto visivo…
ET
: «Tutti registi di film con alla base delle storie fantastiche».

BM: Ti piacerebbe diventare famosa?
ET: «Non si tratta di voler diventare famosa, ma essere riconosciuta e apprezzata per il mio lavoro. Il mio obiettivo è fare in modo che le persone guardandomi recitare possano dire: “Che brava!”».

BM: Quali sono i tuoi role models?
ET: «Kate Winslet, Emma Thompson: è meravigliosa, intelligente, un mostro di bravura, sono cresciuta guardando i suoi film. Sul fronte maschile amo Tom Hardy: è così sexy!».

BM: Nessuno ti ha mai detto che assomigli moltissimo alla modella Miranda Kerr, moglie di Orlando Bloom?
ET: (arrosisce) «A dire il vero no».

BM: Tra l’altro con il tuo fisico, potresti rubarle il posto sulle passerelle.
ET: «Non credo che ne sarei capace. E sinceramente nel mio futuro vedo solo il cinema. O al massimo i miei cavalli. Adoro cavalcare fin da quando sono bambina. Ecco, se non dovessi fare l’attrice, potrei reinventarmi cavallerizza».

(Foto: Kikapress)

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