Quattrocento colonne sonore all’attivo, 27 Dischi d’oro, 7 Dischi di platino, 8 Nastri d’argento, 5 Bafta, 5 nomination all’Oscar, 7 David di Donatello, 3 Golden globe, 1 Grammy award, 1 European film award, e innumerevoli riconoscimenti internazionali compresi un Oscar alla carriera nel 2007, un Premio alla carriera al Festival di Locarno e un Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia: questo il curriculum del maestro Ennio Morricone che spegne oggi le sue ottanta candeline. Una vita per la musica e per il cinema che lo ha innalzato tra le fila dei grandi, rendendolo motivo di vanto per il nostro Paese. Una carriera sfolgorante e tutt’altro che conclusa quella dell’instancabile compositore nato a Roma il 10 novembre 1928 che dopo il diploma in tromba al Conservatorio Santa Cecilia (di cui è da tempo accademico) e i primi passi mossi come arrangiatore alla Rca, spiccò il volo grazie alla felice collaborazione nata con l’ex compagno di classe Sergio Leone, per il quale realizzò il mitico tema conduttore del primo western all’italiana Per un pugno di dollari. Un sodalizio che, dalla trilogia del dollaro e fino a C’era una volta in America passando per l’indimenticabile tema Sean Sean di Giù la testa, non si interromperà mai, fino alla morte di Leone nel 1989. Quello con Leone fu solo l’inizio di un lungo elenco di collaborazioni. In quasi cinquanta anni di carriera Morricone ha lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani ed internazionali, tra cui Gillo Pontecorvo, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Tornatore,Giuliano Montaldo, Lina Wertmuller, Roman Polanski, Brian De Palma, Warren Beatty, Oliver Stone, Pedro Almodovar, Roland Joffè e, per ultimo, Giacomo Battiato per il quale ha scritto il tema di Resolution 819, premiato con il Marc’Aurelio al Festival di Roma. Dal 1956 Ennio Morricone è sposato con Maria Travia da cui ha avuto quattro figli tra cui Andrea che segue le sue orme come musicista per il cinema. Per festeggiare i suoi mirabili 80 anni questa sera l’università La Sapienza di Roma gli renderà omaggio (e come sennò?) con un concerto nell’aula magna. Auguri maestro!

Al.Za.

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