«Era troppo avanti per il 1981. Ma forse anche per il 2025»: ancora oggi questo cult horror rimane senza tempo
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«Era troppo avanti per il 1981. Ma forse anche per il 2025»: ancora oggi questo cult horror rimane senza tempo

Dopo più di quattro decenni questo film visionario è ancora oggi tra i più terrificanti mai realizzati

«Era troppo avanti per il 1981. Ma forse anche per il 2025»: ancora oggi questo cult horror rimane senza tempo

Dopo più di quattro decenni questo film visionario è ancora oggi tra i più terrificanti mai realizzati

un frame del film horror Possession

Nel 1981 è arrivato sui grandi schermi uno degli horror più disturbanti mai realizzati. Stiamo parlando di Possession, capolavoro folle e viscerale del regista polacco Andrzej Żuławski, ormai da tempo assurto allo status di cult assoluto. A renderlo tale non è stata solo la regia audace o la travolgente interpretazione di Isabelle Adjani, ma anche l’aura di mistero e oscurità che per anni ha avvolto il film stesso. Ma facciamo un passo indietro.

La trama del film vede Mark (Sam Neill), spia di ritorno a Berlino, scoprire come sua moglie Anna (Isabelle Adjani) sia intenzionata a lasciarlo. Dietro a questa decisione si nasconde tuttavia qualcosa destinato ad assumere connotati sempre più inquietanti, e che porterà ad una rivelazione che metterà in dubbio ogni spiegazione razionale, sfociando in brevissimo in un orrore primordiale di inimmaginabile portata.

Quando venne presentato a Cannes, nella sua versione integrale da 124 minuti, Possession fu accolto con reazioni contrastanti. In Gran Bretagna venne addirittura bandito, ritenuto inadatto al pubblico, mentre negli Stati Uniti venne brutalmente tagliato e rimontato con una durata di appena 81 minuti mutilando di fatto l’anima del film come originariamente concepito, e riducendo la versione per il pubblico americano ad un semplice horror soprannaturale nella media.

Del resto non si può dire che il film non sia pieno di scene forti. Particolarmente iconica è la sequenza nella metropolitana, in cui Adjani dà vita a una delle performance più sconvolgenti del cinema moderno dandoci un assaggio di pura possessione psicofisica. Un momento così potente da diventare leggenda e rimanere impresso nella mente degli spettatori. Non a caso, l’attrice vinse il premio come Miglior attrice a Cannes, ai César e in diversi altri festival europei. Eppure, il film uscì dalla Croisette senza la Palma d’Oro — assegnata al connazionale Andrzej Wajda per L’uomo di ferro.

Ma perché Possession continua a esercitare un fascino così magnetico più di quarant’anni dopo? Parte della sua attrattiva è dovuto anche al fatto di essere uno dei pochi film davvero inclassificabili, mescolando horror, psicodramma, satira politica, body horror, e tragedia esistenziale per dare vita ad un incubo grottesco e ipnotico. Arrivato in pieno clima di censura moralista, questo visionario horror diventò simbolo del proibito, finendo poi nell’oblio per parecchi anni.

Con il tempo, però, la sua eredità è riemersa, e il film di Żuławski è riuscito a riaffermarsi nuovamente come uno dei film più visionari, coraggiosi – e al tempo stesso spaventosi – mai realizzati. Possession infatti spinge al limite i confini del genere horror, mettendo a nudo l’orrore della disgregazione emotiva, dell’identità che collassa, dell’amore che si trasforma in qualcosa di diverso e terribile. È un’opera sull’assenza, sulla trasformazione, sulla carne e sulla follia, e che anche nel 2025 continua a sembrare avanti di trent’anni.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Foto: Gaumont

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