Esiste un remake shot-for-shot di Breaking Bad di cui sicuramente non avete mai sentito parlare
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Esiste un remake shot-for-shot di Breaking Bad di cui sicuramente non avete mai sentito parlare

Una versione così fedele che potrebbe confondere anche Vince Gilligan!

Esiste un remake shot-for-shot di Breaking Bad di cui sicuramente non avete mai sentito parlare

Una versione così fedele che potrebbe confondere anche Vince Gilligan!

Nel 2014, a meno di un anno dalla conclusione di Breaking Bad, Sony Pictures Television ha prodotto un remake colombiano della serie intitolato Metástasis. Non si tratta di un adattamento ispirato o di una libera interpretazione: Metástasis è una replica quasi identica dell’originale, episodio per episodio, scena per scena. Una versione shot-for-shot che sposta la vicenda da Albuquerque a Bogotá, trasformando Walter White in Walter Blanco e Jesse Pinkman in José Miguel Rosas. Eppure, pochi ne sono a conoscenza, nonostante l’ambizioso progetto sia stato ufficialmente approvato da Vince Gilligan e destinato al pubblico latinoamericano.

La serie è composta da 62 episodi, esattamente come l’originale, ma è andata in onda in un arco temporale sorprendentemente breve: dal giugno al settembre del 2014, trasmettendo quasi un episodio al giorno. Dietro la macchina da presa c’era Andrés Baiz Ochoa, regista colombiano noto per il suo lavoro in Narcos, Griselda e Narcos: Mexico. Il suo coinvolgimento ha dato solidità a un progetto che, in mani meno esperte, avrebbe potuto sfiorare la parodia. Invece, Metástasis si presenta come un remake estremamente fedele, ma ricalibrato per il contesto culturale e geografico della Colombia.

Ovviamente sono stati necessari alcuni adattamenti: la produzione della metanfetamina non avviene in un camper, ma su uno scuolabus abbandonato, dal momento che i camper sono rari nel paese. Le pubblicità aggressive di Saul Goodman sono state sostituite da apparizioni in talk show, poiché in Colombia è vietato agli avvocati farsi pubblicità. Le vaste distese desertiche del New Mexico lasciano spazio a paesaggi montani più freddi e umidi. Ma il cuore della narrazione — la lenta trasformazione di un uomo comune in un criminale senza scrupoli — rimane intatto.

L’obiettivo di Metástasis era rendere accessibile una storia universale a un pubblico che, all’epoca, non aveva pieno accesso ai canali via cavo o ai servizi di streaming. La distribuzione via etere, più diffusa in Sud America, richiedeva un prodotto localizzato, e il remake è servito proprio a colmare quella lacuna. Come ha dichiarato Angelica Guerra di Sony Pictures, Breaking Bad non era ancora stato pienamente scoperto in quella parte del mondo, e rifarlo nella lingua e nella cultura del pubblico latino poteva avere un impatto molto più forte di un semplice doppiaggio.

Anche se inizialmente deriso da alcuni fan come copia inutile o “remake da telenovela”, Metástasis ha ottenuto buoni riscontri in patria e riconoscimenti ufficiali, tra cui un premio come miglior attore antagonista per l’interprete del personaggio corrispondente a Hector Salamanca. Persino Vince Gilligan si è detto impressionato dalla fedeltà e dalla velocità con cui sono riusciti a girare l’intera serie: “Hanno fatto tutti i 62 episodi, più in fretta e con meno soldi. È stimolante… ma mi fa anche sentire un po’ in colpa”, ha ironizzato.

In un’epoca in cui si discute spesso della legittimità dei remake, Metástasis rappresenta un caso quasi unico: un esperimento culturale autorizzato, tecnicamente curato, pensato non per superare l’originale ma per trasmetterlo in una lingua nuova, mantenendone intatta l’essenza. Certo, non sarà esattamente Breaking Bad… ma gli somiglia in tutto!

Fonte: MovieWeb

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