Essere o non essere Benedict Cumberbatch. L'equilibrio sopra la follia. La recensione di Amleto
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Essere o non essere Benedict Cumberbatch. L’equilibrio sopra la follia. La recensione di Amleto

In attesa del trailer di Doctor Strange vi raccontiamo l'incredibile interpretazione da protagonista dell'attore britannico nel celeberrimo dramma shakespeariano. Lo spettacolo teatrale approderà sullo schermo il 19 e 20 aprile

Essere o non essere Benedict Cumberbatch. L’equilibrio sopra la follia. La recensione di Amleto

In attesa del trailer di Doctor Strange vi raccontiamo l'incredibile interpretazione da protagonista dell'attore britannico nel celeberrimo dramma shakespeariano. Lo spettacolo teatrale approderà sullo schermo il 19 e 20 aprile

Mancano poche ore all’uscita del trailer di Doctor Strange e proprio questa mattina siamo andati in sala a vedere l’Amleto teatrale di Benedict Cumberbatch, che nel Marvel Movie sarà lo Stregone Supremo. E non stupisce che per il più bizzarro e sui generis dei supereroi sia stato scelto un attore dal solido background teatrale come quello dello Sherlock televisivo più famoso di sempre.

Pur con una non ricchissima filmografia da protagonista alle spalle (se si eccettuano Quinto potere e The Imitation Game), è considerato il più bravo attore della sua generazione e l’allestimento che abbiamo avuto il piacere di ammirare oggi, non può che confermare il giudizio sul suo talento.

È un carisma enorme quello che traspira nei molti soliloqui affidati da Shakespeare al protagonista del suo dramma. Sprazzi di anima lacerata, combattuta tra il desiderio di vendetta e la paralisi che questo compito gli procura, talmente combattuta da minacciare sia la sua sanità mentale sia la stabilità dello stato: un equilibrio sopra la follia a cui Cumbie dona il suo tocco speciale. Non è un Amleto sopra le righe quello che ci offre, ma figlio della misura e del controllo, di una razionalità e un’esperienza che sono le cifre del suo stile attoriale, ma non per questo scacciano l’emozione.

Sarebbe un one man show in cui si mangerebbe tutti, se non ci fossero due degni contraltari. Da una parte l’antagonista per eccellenza: un diabolico Ciaran Hinds, che mette in scena un Claudius di mefistofelica grandezza, dall’altra la struggente Ophelia di Sian Brooke, concentrato di fragilità pronto a spezzarsi a ogni intemperanza di Amleto.

A rendere sempre tangibili e opprimenti i temi di fondo, ovvero il terrore per la morte e la guerra, è una regia audace che mescola tutte le epoche, sia nei costumi sia negli accessori (il giradischi, i fucili moderni…) che partono dal dopoguerra e arrivano fino a oggi.

Per sottolineare i pensieri del principe danese, la regista Lindsey Turner si affida a cambi di luce e rallenty, immergendoci prima nel suo viaggio verso la follia e poi nelle conseguenze che da queste derivano: la morte di Ophelia, il duello con Laertes e lo scontro definitivo con lo zio-padre Claudius.

È un’opera cupa su cui aleggia sempre lo spettro della morte, che sul palco detta scelte visive ben precise: luci smorzate, tonalità plumbee e l’uso della cenere nella scena clou, per mettere in scena un mondo prossimo al disfacimento e alla sgretolazione. E allo spettatore non resta che precipitare progressivamente insieme ai personaggi di questo dramma quanto mai attuale.

Lo spettacolo teatrale approderà sul grande schermo grazie a Nexo Digital solo il 19 e 20 aprile

Qui trovate l’elenco completo delle sale in cui Amleto viene proiettato

 

 

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