Euphoria, dove eravamo rimasti? Il riassunto delle prime due stagioni della serie HBO
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Euphoria, dove eravamo rimasti? Il riassunto delle prime due stagioni della serie HBO

Il 13 aprile arrivano su HBO Max i nuovi episodi della serie con Zendaya e Sydney Sweeney. Se vi serve un ripasso della storia, ecco tutto quello che è successo finora

Euphoria, dove eravamo rimasti? Il riassunto delle prime due stagioni della serie HBO

Il 13 aprile arrivano su HBO Max i nuovi episodi della serie con Zendaya e Sydney Sweeney. Se vi serve un ripasso della storia, ecco tutto quello che è successo finora

zendaya nel poster di euphoria

Con la terza stagione in arrivo tra il 13 aprile su HBO Max in Italia, Euphoria torna dopo una lunga pausa con una promessa precisa: portare i suoi personaggi fuori dal liceo e spingerli in una fase più adulta, più aspra e più morale del racconto. La trama ufficiale parla di un gruppo di amici d’infanzia alle prese con fede, redenzione e il problema del male, ed è una definizione che sembra perfetta per ripartire da dove avevamo lasciato Rue, Jules, Nate, Cassie, Maddy e Lexi. Prima però bisogna tornare all’inizio, perché la forza della serie è sempre stata questa: far convivere il trauma personale con quello collettivo, la dipendenza con il desiderio, la violenza con il bisogno disperato di essere amati. Eccovi quindi un riassunto delle prime due stagioni di Euphoria.

La trama della prima stagione

La prima stagione si apre con Rue Bennett (Zendaya), diciassettenne appena uscita dalla riabilitazione dopo un’overdose e già incapace di immaginare davvero una vita sobria. Il suo ritorno a casa coincide con l’ingresso in scena di Jules, ragazza appena arrivata in città, più libera e più fragile di quanto sembri, che diventa subito il centro emotivo della sua esistenza. Da quel momento la stagione costruisce la sua trama principale attorno a Rue, alla sua dipendenza e al legame sempre più totalizzante con Jules, mentre sullo sfondo si allarga il ritratto di un gruppo di adolescenti che cercano identità, controllo e riconoscimento in modi spesso autodistruttivi. Nate (Jacob Elordi), figlio apparentemente perfetto di una famiglia ricca e rispettata, nasconde una violenza radicata anche nel rapporto col padre Cal (Eric Dane); Maddy resta invischiata in una relazione tossica con lui; Cassie (Sydney Sweeney) cerca affetto finendo continuamente esposta allo sguardo e al giudizio degli altri; Kat trasforma l’umiliazione e l’insicurezza in un’identità ipersessualizzata e performativa; Fez rappresenta invece per Rue un punto ambiguo di protezione dentro il mondo dello spaccio.

Nel corso degli otto episodi, la stagione intreccia due assi portanti. Da una parte c’è la relazione tra Rue e Jules, che cresce tra attrazione, dipendenza affettiva e paura dell’abbandono. Dall’altra c’è il sistema di ricatti e menzogne che ruota attorno a Nate, a Maddy e al segreto di Cal, dopo che Jules scopre che l’uomo con cui ha avuto un rapporto in motel è proprio il padre del suo compagno di scuola. Nate usa Jules, manipola Tyler per incastrarlo al posto suo e prova a riprendersi il controllo della propria immagine pubblica, mentre Maddy entra in possesso del video che potrebbe far crollare tutto. Intanto Rue prova a restare in piedi grazie anche ad Ali (Colman Domingo), ma continua a oscillare tra il bisogno di salvarsi e quello di ricadere. Il finale della prima stagione lascia tutti in un equilibrio precario: Cassie affronta l’aborto, Fez (Angus Cloud) si indebita e reagisce con la violenza, Nate implode sotto il peso del padre e del proprio desiderio represso, e Rue, ferita dalla scelta di Jules di partire, ricade di nuovo nella droga.

zendaya in euphoria

Zendaya nella prima stagione di Euphoria

Lo speciale di Natale

Tra la prima e la seconda stagione c’è poi lo speciale natalizio dedicato a Rue, fondamentale per capire il suo stato mentale prima del ritorno della serie vera e propria. In Trouble Don’t Last Always, ambientato la vigilia di Natale, Rue passa quasi tutto il tempo in un diner con Ali. È un episodio raccolto, quasi immobile, ma in realtà decisivo: Rue attribuisce a Jules parte della responsabilità della sua ricaduta, mette in dubbio la possibilità stessa di redenzione e arriva a sfiorare pensieri suicidi, mentre Ali le risponde raccontando il proprio passato, il proprio fallimento e la fatica del perdono. Non succede molto, in apparenza, ma succede l’essenziale: Euphoria interrompe il flusso del caos per fermarsi sulla coscienza della sua protagonista, e lo fa nel momento in cui Rue è più disillusa e più vicina a sparire. Accanto a questo, esiste anche un secondo speciale centrato su Jules, che rielabora lo stesso periodo dal suo punto di vista e prepara il terreno emotivo della stagione successiva.

Il ritorno nella seconda stagione

La seconda stagione riparte a Capodanno e ha un tono più cupo, più frammentato, più tragico. Il centro resta Rue, ma la sua dipendenza non è più solo un problema personale: diventa un detonatore che investe tutti gli altri. Rue è ricaduta, si droga con Elliot, mente a Jules, rompe con Ali e si mette in una situazione potenzialmente irreversibile quando accetta da Laurie una valigia piena di droga da rivendere. Parallelamente, la stagione sposta molto del suo peso narrativo su Cassie e Nate: i due iniziano una relazione segreta che nasce dal vuoto emotivo di lei e dal bisogno di dominio di lui, mentre Maddy continua a restare legata a Nate, senza sapere inizialmente del tradimento dell’amica. Il risultato è una spirale che trasforma l’amicizia tra Cassie e Maddy in un campo minato e spinge Cassie verso una progressiva perdita di equilibrio.

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Le sottotrame della seconda stagione sono altrettanto importanti. Fez, sempre più vicino a Lexi in una delle dinamiche più tenere della serie, resta però intrappolato nel mondo criminale che si richiude su di lui dopo l’omicidio di Mouse. Cal viene finalmente raccontato per ciò che è stato e per ciò che ha represso per tutta la vita, e la sua confessione distrugge definitivamente l’immagine della famiglia Jacobs. Kat si allontana da Ethan, incapace di sostenere una relazione che la costringa a guardarsi davvero. Nate, nel tentativo di blindare il proprio futuro, arriva a minacciare Maddy con una pistola pur di recuperare il sex tape del padre e poi lo consegna a Jules, in uno dei suoi gesti più ambigui. Rue tocca invece il fondo nel quinto episodio, quando la famiglia la affronta, lei devasta la casa, fugge, ruba, scappa dalla polizia e finisce di nuovo da Laurie, intuendo troppo tardi di essere diventata merce di scambio dentro un sistema più grande di lei.

Il finale della seconda stagione sceglie una forma quasi teatrale attraverso lo spettacolo scritto da Lexi, che costringe tutti a guardarsi da fuori. La pièce mette in scena i traumi, le dipendenze, l’amicizia, la perdita e soprattutto le versioni che ciascuno ha costruito di sé. Cassie esplode pubblicamente, Maddy la affronta, Nate la lascia, Jules distrugge il video che l’ha perseguitata, e Rue trova nello sguardo di Lexi l’unica immagine della propria vita che non riesce a odiare. Nello stesso momento, fuori dal teatro, la vicenda di Fez e Ashtray precipita nella violenza: Custer si rivela informatore, Ash reagisce, la polizia assedia la casa e tutto finisce in una sparatoria che tronca brutalmente l’unico spazio di dolcezza che la stagione aveva costruito. Rue chiude il racconto dicendo di essere rimasta pulita fino alla fine dell’anno scolastico, ma la sensazione non è quella di una vera pace: è piuttosto il silenzio instabile dopo una devastazione.

Il cast di Euphoria 2

Il cast di Euphoria 2

Di cosa parla Euphoria 3

Da qui parte la terza stagione. L’unica trama ufficialmente confermata da HBO resta per ora molto ampia e parla di amici d’infanzia che si confrontano con fede, redenzione e male; è stato però confermato anche un salto temporale che porta i personaggi fuori dal liceo, verso l’età adulta. Il punto sarà capire se questi anni avranno davvero cambiato Rue e gli altri o se li ritroveremo solo più grandi, ma intrappolati nelle stesse ferite. Dopo due stagioni in cui Euphoria ha raccontato l’adolescenza come un territorio di dipendenza, desiderio e violenza, la terza sembra voler verificare una domanda più dura: cosa resta di quei ragazzi quando non possono più nascondersi dietro l’alibi dell’età.

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