La nuova commedia italiana di Fausto Brizzi Ex , in sala da lunedì scorso e già in testa alla classifica italiana con un incasso di 3,5 milioni di euro, non verrà proiettata nelle sale cinematografiche parrocchiali. A deciderlo è stata la Commissione Nazionale di valutazione Film, curata dall’Acec per conto della Cei, che ha dichiarato: “Non si tratta di episodi staccati ma di un unico racconto nel quale i vari personaggi hanno qualche legame tra loro. Tuttavia, la struttura ad incastro favorisce situazioni abbastanza differenti. “Ogni divorzio comincia con un matrimonio” dice don Lorenzo ai partecipanti al corso prematrimoniale in parrocchia. E forse qui c’è il senso della non riuscita di un prodotto che, a differenza delle commedie italiane anni ’60 (magari ciniche e ruvide ma capaci di rischiare su temi difficili) si adagia, andando avanti, nel facile gioco di accontentare un po’ tutti: molte coppie alla fine si ricompongono, con soddisfazione certo ma all’insegna di un buonismo caratteriale che sa tanto di facile accomodamento, di soluzione ideale per pagine di sentimentalismo spicciolo e stucchevole. Ridere, piangere, commuoversi, applaudire, ripetere alcune azzeccate battute, non chiedersi mai qualcosa di più perché ormai è tutto così. Vale anche (o dovrebbe valere) per la parte dove campeggia la figura di don Lorenzo, trattata con irrisione e nessun rispetto per la chiesa come luogo sacro e per il matrimonio come sacramento. Il sacerdote che assiste all’addio al celibato di Corrado é per gli sceneggiatori una occasione troppo ghiotta e così vi si dedicano nelle forme più banali e prevedibili. C’è in questo stereotipato affresco un’aria di poca originalità, e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come sconsigliato e non utilizzabile, proprio per il suo superficiale andamento».

Pa.Si.

© RIPRODUZIONE RISERVATA