Faccia a faccia con la morte: Clint Eastwood racconta l'incidente aereo di cui è stato vittima
whatsapp

Faccia a faccia con la morte: Clint Eastwood racconta l’incidente aereo di cui è stato vittima

Il regista di American Sniper ha raccontato in un'intervista la sua esperienza da militare ed è intervenuto per ribadire la sua posizione sul film, oggetto di controversie

Faccia a faccia con la morte: Clint Eastwood racconta l’incidente aereo di cui è stato vittima

Il regista di American Sniper ha raccontato in un'intervista la sua esperienza da militare ed è intervenuto per ribadire la sua posizione sul film, oggetto di controversie

Chi credeva che Werner Herzog fosse l’unico regista a cui sono capitate storie incredibili, si sbaglia.

Clint Eastwood è stato ospite alla Loyola Marymount University School of Film & TV per raccontare, in un ciclo di conferenze che vedrà anche la partecipazione di  Sean PennKenneth Branagh, e Ethan Hawke, la sua esperienza come regista e autore.

Durante la sessione Q&A Eastwood ha raccontato un’esperienza avvenuta più di 60 anni fa, ma rimasta inevitabilmente impressa nella sua memoria: un incontro faccia a faccia con la morte durante un incidente aereo. «In quel momento tutto ciò che è passato nella mia mente è stato terrore allo stato puro, un terrore totale, estremo, perchè non ne sapevo nulla di aviazione al tempo, avevo soltanto provato a fare un giro sul velivolo», ha raccontato, ricordando il giorno in cui aveva deciso di saltare su un aereo mentre faceva il servizio militare all’inizio degli anni ’50.

«Avevamo pensato di prendere questo aereo silurante della seconda Guerra Mondiale, ma è andato tutto storto: le radio si sono rotte, abbiamo finito l’ossigeno e alla fine anche il carburante mentre sorvolavamo Point Reyes, in California, sull’oceano. Quindi ci siamo dovuti mettere a nuotare: era la fine di ottobre, quasi novembre. L’acqua era freddissima e anni dopo ho scoperto che quelle zone erano popolate da allevamenti di squali bianchi. Sono contento di non averlo saputo all’epoca, altrimenti sarei morto di paura», ammette Eastwood.

Il regista ha anche colto l’occasione per rispondere ad alcune domande sul suo ultimo lavoro, il controverso American Sniper«non è un film che glorifica la guerra: non  è bello per i veterani, perchè mostra quello che hanno passato loro, le loro mogli e le loro famiglie. Lo consiero un affresco dello stress cui sono sottoposti e penso che anzi si possa aggiungere al messaggio contro la guerra, non il contrario», ha chiarito Eastwood, che ha aggiunto, a sostegno della sua posizione, «ho fatto film di guerra perchè sono ricchi di dramma e conflittualità, ma sulla partecipazione, si tratta di un argomento a cui penso con molta circospezione e che va affrontato solo nei casi di estrema necessità. Importante è senz’altro l’autodifesa per le Nazioni, ma non mi piace vedere solo questo aspetto. Io stesso non sono stato un fan nè della guerra di Iraq, nè di quella in Afghanistan per ragioni pratiche.»

Fonte: THR

Immagine: Getty

© RIPRODUZIONE RISERVATA