I primi responsi su Fear The Walking Dead li leggiamo da Brian Lowry di Variety. E non sono del tutto positivi, perché il giornalista parla di noia, sensazione che non presagisce nulla di buono. Collocare la storia dello spin-off in un contesto spazio-temporale diverso dalla serie madre – siamo a Los Angeles, agli inizi dell’invasione zombie che ha distrutto la civiltà – è stata una mossa che Lowry definisce scaltra, in quanto dona alla serie una sua identità. Ma invece che tenere incollati allo schermo con la famiglia protagonista che improvvisamente si ritrova ad affrontare la fine del mondo, lo show produce più sbadigli che altro. E la suspence è indotta giusto dai classici effetti sonori che non sono certo una novità per il genere horror.

Almeno durante il pilot, mentre nel secondo episodio il ritmo si alza un po’, con le prime scene di panico e caos che sgretoleranno la società. Anche il nucleo famigliare al centro della storia non convince, ma Lowry sottolinea comunque che i margini di crescita ci sono tutti. Interessante l’analisi sulla posizione in palinsesto della serie: AMC ha optato per il periodo estivo, che non garantisce gli stessi ascolti di quello autunnale. Un suicidio? No, una scelta voluta, sia per testare le reazioni da parte del pubblico (la prima stagione, al via il 23 agosto, è di 15 episodi, confermati da AMC), sia per lanciare al meglio la sesta stagione di The Walking Dead che partirà a ottobre.

Fonte: Variety

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