Federico Buffa racconta... Federico Buffa al BMCG: «Nella vita ho fatto solo cose che mi appassionano»
whatsapp

Federico Buffa racconta… Federico Buffa al BMCG: «Nella vita ho fatto solo cose che mi appassionano»

Federico Buffa racconta… Federico Buffa al BMCG: «Nella vita ho fatto solo cose che mi appassionano»

federico buffa al bmcg

È una delle voci più riconoscibili e affascinanti del giornalismo sportivo italiano, capace di trasformare ogni partita in un racconto epico: Federico Buffa arriva al Best Movie Comics and Games per condividere la sua arte affabulatoria con il pubblico dell’evento. Telecronista e narratore iconico del basket dagli anni ’80 a oggi, ha fatto della narrazione sportiva una forma d’arte, passando dalla radio alla TV, fino al teatro. Proprio sul palco è tornato quest’anno con Otto Infinito – Vita e Morte di un Mamba, un intenso omaggio a Kobe Bryant, che rinnova il suo legame con le grandi storie di sport. Ed è stato proprio questo talento da narratore, capace di intrecciare emozione, cultura e memoria collettiva, a valergli il Best Movie Award al Miglior Storyteller.

E pensare che lui non è ancora così convinto di esserlo: «Il momento in cui mi sono reso conto che raccontare storie potesse diventare il mio mestiere deve ancora arrivare: non ho mai fatto nella mia vita una cosa che non mi avessero chiesto. Potrebbe cambiare tutto domani, l’unica cosa che è certa è che allo sceneggiatore che sta scrivendo la mia storia gli piace farmi cambiare spesso la vita. Non ho mai lavorato nella vita, ho solo fatto cose che mi appassionavano. Un privilegio ‘vergognoso’».

Al Best Movie Comics and Games Federico Buffa ha ripercorso le sue origini, i suoi studi al liceo classico e in giurisprudenza («la struttura e il pensiero, la costruzione della frase arrivano da lì»), così come il suo approdo alla UCLA: «Mi avevano bocciato per la classica borsa di studio dicendo che ero inadatto al mondo americano. Mio padre se l’era presa e mi ha regalato una summer session alla UCLA. Quei 45 giorni mi hanno cambiato la vita, allora andare negli Stati Uniti voleva dire viaggiare nel tempo e nello spazio».

Da lì è stato agente per il basket femminile, poi di quello maschile (con tanto di “scoperta di Scottie Pippen) e quindi l’arrivo al giornalismo, prima per la palla a spicchi e poi per il calcio a partire dai Mondiali 2014. Come ci è arrivato, è un intricato giro di storie incredibili che Buffa ha raccontato al pubblico, affascinandolo come solo lui sa fare. Un racconto a cuore aperto, improvvisato come nel suo stile: «A teatro i monologhi non sono scritti, ho una traccia, una parola, poi costruisco perché mi piace variare. Poi si prende il ritmo ma concettualmente non scrivo le cose che faccio. Per la parte teatrale invece sì, c’è un regista».

Lui, che di storie se ne intende, ha riassunto così le qualità che bisogna riconoscere in quelle da raccontare: «Se racconta qualcosa che conosci deve avere una parte partecipata, vuoi vedere se non conosci qualcosa, se non la conosci ci sono due possibilità: uno è l’affidamento di valore a qualcuno, l’altro quanto ingaggiante è l’ambito dei primi 5 minuti. Se ti convince resti, la soglia d’attenzione oggi è asciugata». Parola del Miglior Storyteller di questa edizione del Best Movie Comics and Games.

Potete leggere QUI tutti gli articoli sui panel del Best Movie Comics and Games 2025, qui invece trovate i dettagli sul programma della giornata di oggi, domenica 8 giugno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA