Ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno (nella foto) è tornato sull’argomento: «Per la Festa ci vuole una proiezione internazionale chiara ma ci vuole anche un forte radicamento nella produzione nazionale. Per questo ho pensato di mettere insieme la Festa del Cinema con i David di Donatello». Continua Alemanno: «Ci sono state critiche oggettive sulla eccessiva produzione hollywoodiana: questa ha senso se è il contenitore per veicolare qualcosa. Per la festa bisogna avere meno star hollywoodiane e solo se servono». A proposito del ruolo di Goffredo Bettini, presidente della Fondazione Cinema fino al 2011, Alemanno specifica: «Rispetto Bettini, penso sia una delle migliori intelligenze politiche della Capitale ma mi sembra bizzarro che presidente della Fondazione Cinema per Roma sia un esponente politico del Pd: credo debba esserlo un competente, e non per fare dispetti a Bettini». Ma della festa del cinema e del suo futuro ha parlato anche la stampa internazionale: dal ‘Times’, a ‘Variety’ da ‘Hollywood Reporter’ al ‘Guardian’, tutti hanno stigmatizzato la prospettiva di un’eccessiva italianizzazione del festival a scapito delle produzioni americane e della presenza di star.

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