Ha preso ufficialmente il via l’attesissimo Festival di Cannes 2021, che ha inaugurato ieri sera la sua 74esima edizione, in programma sulla Croisette fino al prossimo 17 luglio. Il presidente di giuria è il regista americano Spike Lee, che ieri pomeriggio ha tenuto a battesimo il festival con la prima conferenza stampa ufficiale della giuria (ve la raccontavamo qui). 

In serata ha avuto luogo la cerimonia d’apertura dal Grand Théâtre Lumière, che ha preceduto la presentazione in prima mondiale del musical d’autore di Leos Carax Annette, con protagonisti Adam Driver, Marion Cotillard e Simon Helberg, nei panni rispettivamente di un caustico cabarettista, della sua compagna, una diva dell’opera, e di un direttore d’orchestra. Il regista francese e i suoi attori hanno calcato quella che è stata a tutti gli effetti la prima Montée des Marches post pandemia.

Un evento che ha riportato il glamour cinematografico sul red carpet di Cannes, raccogliendo intorno al chilometro più celebre della cinematografia mondiale star del cinema, fotografi e operatori di settore, oltre a un gran numero di curiosi e passanti: l’atmosfera rutilante del tappeto rosso, inevitabilmente, non ha potuto non richiamare in tutti i presenti un clima da pre-Covid, nel segno di un ritorno alla normalità che al festival di quest’anno va a braccetto con le ingenti misure di sicurezza sanitarie. 

Ci ha pensato Bong Joon-ho, il regista sudcoreano di Parasite, a dichiarare ufficialmente aperta la settantaquattresima edizione del festival. La presenza del cineasta, reduce da un clamoroso successo internazionale partito proprio dalla Palma d’oro a Cannes e culminato con uno storico trionfo agli Oscar, si è caricata inevitabilmente di un valore simbolico legato alla ripartenza, essendo stato proprio Parasite l’ultimo grande caso cinematografico internazionale prima dell’epidemia di Coronavirus (ed è probabilmente questo il motivo che ha spinto il direttore artistico del festival, Thierry Frémaux, a scegliere proprio lui per inaugurare Cannes 74).

Il momento clou della serata è stata la Palma d’oro d’onore alla carriera consegnata a Jodie Foster, la cui carriera spiccò il volo proprio a Cannes grazie a Taxi Driver, vincitore nel 1976, quando lei doveva ancora compiere quattordicenni anni. «Fa del bene uscire di casa – ha detto l’attrice de Il silenzio degli innocenti, in un ottimo francese che ha suscitato “l’invidia” scherzosa di Spike Lee – Molti tra noi hanno passato un anno in una bolla, isolati e altri si sono confrontati con la sofferenza. Dopo un anno così vi è mancato il cinema? Non vi preoccupate che tra due ore saremo di nuovo in pigiama… Io ho trascorso quest’anno di transizione con i film di Martin Scorsese, Akira Kurosawa, Lina Wertmueller, Wong Kar-Wai e del signor Presidente. Le sale erano chiuse, ma il cinema continua e l’arte si evolve rinnovando il nostro mestiere e l’energia che ci fa riscoprire la magia del cinema».

A consegnarle la Palma è stato l’amico Pedro Almodóvar, che ha letto un sentito discorso a lei dedicato: «Con Jodie ci siamo incontrati per la prima volta alcuni anni fa e nel 2019 ha avuto la gentilezza di presentare Dolor y Gloria a Los Angeles. Io l’ho scoperta ragazzina con il film A donne con gli amici, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe diventata una donna e un’artista eccezionale. Ha scelto i ruoli in modo saggio, raccontando la propria storia nella storia del cinema, mostrando la forza senza nascondere le debolezze»

Arrivati a questo punto, non vi resta che sfogliare tutte le foto del primo red carpet di Cannes nella nostra gallery in calce

Foto: Getty (Andreas Rentz/Getty Images)

© RIPRODUZIONE RISERVATA