Un Certain Regard Cannes

Assegnati i premi della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, la seconda per importanza e prestigio dopo il Concorso principale.

La selezione di quest’anno si era aperta con Onoda – 10.000 Nights in the Jungle di Arthur Hariri, storia di un soldato giapponese che rifiutò di arrendersi dopo la fine della seconda guerra mondiale, e nel corso delle varie giornate del festival vi hanno trovato posto film molto diversi tra loro: dal generoso melodramma diretto da di Justin Chon Blue Bayou con Alicia Vikander (a Cannes abbiamo intervistato il regista: ne riparleremo presto sul numero di settembre della rivista) al dramma islandese di Noomi Rapace Lamb (acquistato da A24) passando per lo sci-fi After Yang di Kogonada con Colin Farrell e Jodie Turner-Smith (anch’esso targato A24).

Tra gli altri film ospitati dalla sezione La Civil della romena Teodora Ana Mihai, Commitment Hasan! – Baglilik Hasan! del turco Hasan Semih Kaplanoglu (da ricordare il suo Bal, Orso d’oro a Berlino), Delo – House Arrest del russo figlio d’arte Aleksei German jr. e Women Do Cry delle bulgare Vasela Kazakova e Mina Mileva.

Sei dei film presenti nella sezione Un Certain Regard, votata alla valorizzazione di talenti emergenti, hanno concorso anche per la Camera d’Or, il premio riservato alle opere prime. La presidente di giuria di quest’anno era Andrea Arnold, presente fuori concorso col suo documentario Cow, interamente dedicato a due mucche e intente a seguirle per l’intera durata del film nelle loro attività quotidiane. Con lei, in veste di giurati, c’erano la regista franco-algerina Mounia Meddour, l’attrice francese vincitrice di un César Elsa Zyblerstein, il regista argentino Daniel Burman e il cineasta americano Michael Covino, vincitore del premio Un Certain Regard nel 2019 con The Climb.

Andrea Arnold. Daniel Burman, Elsa Zylberstein, Mounia Meddour e Michael Covino sul red carpet di “Les Intranquilles (The Restless)” al 74esimo Festival di Cannes, prima della premiazione di Un Certain Regard. Foto: VALERY HACHE/AFP via Getty Images

La Arnold, a margine dell’assegnazione dei premi, ha commentato: «Nelle nostre discussioni, le due cose che dicevamo costantemente erano: “Questo film è molto coraggioso” e “Questo film viene dal cuore”. Molti di questi film sono molto appassionati e molti dei film parlano di cose di cui è difficile parlare. Vorremmo ringraziare tutti i registi per il loro lavoro coraggioso e bellissimo. I loro film hanno creato dibattiti accesi». 

Il miglior film della sezione 2021 è Unclenching The Fists della regista russa Kira Kovalenko. Ambientato un’ex città mineraria dell’Ossezia del Nord, racconta di una giovane donna che lotta per sfuggire alla morsa di una famiglia verso la quale nutre sentimenti contrastanti. 

Di seguito l’elenco completo dei vincitori. 

Un Certain Regard Prizes 2021
Foto: Un Certain Regard 2021 Winners & Jury © Mathilde Gardel / FDC

Un Certain Regard Prize

RAZZHIMAYA KULAKI (UNCLENCHING THE FISTS)

directed by Kira KOVALENKO

Jury Prize

GROSSE FREIHEIT (GREAT FREEDOM)

directed by Sebastian MEISE

Ensemble Prize

BONNE MÈRE (GOOD MOTHER)

directed by Hafsia HERZI

Courage Prize

LA CIVIL

directed by Teodora Ana MIHAI

Prize of Originality

LAMB

directed by Valdimar JÓHANNSSON

Special Mention

NOCHE DE FUEGO (PRAYERS FOR THE STOLEN)

directed by Tatiana HUEZO

 
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