«Ci sia una ricchezza senza lacrime: tanto basta all’uomo saggio, che nulla chiederà oltre»: si apre con una citazione dall’Agamennone di Eschilo Paper Tiger, il nuovo film di James Gray presentato in Concorso al 79esimo Festival di Cannes, richiamando immediatamente quell’idea di tragedia greca che da sempre abita la produzione del cineasta statunitense, attentissimo alle linee di sangue e al valore archetipico di modelli culturali e letterari ancestrali. Un autore capace di raccontare la natura chiaroscurale e ambigua dell’animo umano attraverso noir che non è azzardato definire neoclassici, ai quali questa sua ultima fatica sembra riallacciarsi direttamente per toni e dinamiche, traghettandosi verso una piena e distesa maturità.
Paper Tiger, il nuovo crime sulla fratellanza di James Gray. La recensione da Cannes 79
Un noir crepuscolare sulla famiglia, il malaffare e il fallimento del sogno americano, che riporta il regista di Little Odessa, The Yards e I padroni della notte alle sue atmosfere abituali, traghettandole verso una piena maturità e lavorando, ancora una volta, sui fantasmi della tragedia greca
