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Cinema italiano in concorso nella quinta giornata del Festival di Roma. Nella sezione ufficiale è stato presentato stamattina alla stampa il nuovo film di Pappi Corsicato Il volto di un’altra, interpretato da Alessandro Preziosi, Laura Chiatti, Lino Guanciale e Iaia Forte. Un commedia satirica, che affronta come l’abuso della chirurgia plastica, l’invadenza dei media, la spettacolarizzazione della cronaca. Il tutto raccontato attraverso la vicenda di una coppia di personaggi televisivi pronti a tutto pur di non perdere le luci della ribalta:  Bella (Laura Chiatti), conduttrice di un famoso programma televisivo sulla chirurgia estetica, e suo marito René (Alessandro Preziosi), il dottore che nello stesso programma effettua gli interventi. La donna viene licenziata dallo show a causa degli ascolti in calo; infuriata, abbandona lo studio e sulla via del ritorno a casa ha un brutto incidente d’auto che la lascia sfigurata. Quello che potrebbe essere un colpo di grazia per la sua carriera si trasforma in un’ottima occasione per rilanciare la sua immagine. Bella decide di farsi ricostruire dal marito il volto, creando curiosità ed eccitazione nei media e nel pubblico: come sarà il nuovo volto della diva?

A seguito della proiezione stampa, Corsicato e i suoi attori hanno incontrato i giornalisti. Il film sarà distribuito nelle sale da Officine Ubu.

Durante le scene ambientate nello studio medico di René, si passa dal colore al bianco e nero. Come mai queste scelta?
Pappi Corsicato
: «A dir la verità la scena in bianco e nero è nata per puro caso, non era inserita nella sceneggiatura, ma prima delle riprese mi è venuta questa idea che mi sembrava molto divertente. Il film dichiara fin dall’inizio una finzione continua e queste scene sono un vero e proprio segnale, è un modo per sottolineare che ci stiamo muovendo in un mondo d’invenzione».

Come giudicate i vostri personaggi?
Laura Chiatti
: «Quando ho letto la sceneggiatura la prima volta sono rimasta affascinata perchè Bella è lontana dai ruoli che di solito interpreto. Non ho una preparazione teatrale, quindi ero un po’ spaventata, ma mi piaceva capire fino a che punto sarei riuscita ad entrare nel personaggio. Questo è un film senza retorica e senza falsi moralismi, che affronta temi sociali importanti senza mai giudicarli. Bella è una donna che cerca di rilanciare la propria immagine, ma che è in realtà contaminata dal contesto in cui vive. Avrà sicuramente un’anima, ma è una donna particolare che cerca di redimersi, anche se questo diventa quasi impossibile».
Iaia Forte: «Per un attore è divertentissimo interpretare un personaggio cattivo, ci si diverte a poter fare un ruolo non naturalistico: soprattutto nel cinema italiano, è un privilegio. Il mio personaggio, la suora, dovrebbe rappresentare il garante di una certa etica, ma in realtà è cattivissima e io mi sono divertita tantissimo».

E il personaggio di Alessandro Preziosi chi è? Un Faust moderno uscito dal piccolo schermo o da un giornale scandalistico?
P.C.
: «Si, potremmo dire che è un Faust, ma più semplice».
Alessandro Preziosi: «Il mio personaggio René è il contrappunto rispetto all universo femminile, uno spunto di conflitto. L’uomo, in questo caso, è stato affrontato come una proiezione della donna, lui è “il marito di…”, è uno spunto di riflessione sull’inedaguetezza dell’uomo».

Come mai la scelta di girare nel Sud Tirolo?
P.C.
: Volevo fare un film gotico, avrei adorato girare in un castello in Austria, ma il Tirolo si avvicina molto. I posti sono magici e fantastici, hanno l’aria della favola, i suoi boschi hanno qualcosa di magico, di irreale e misterioso».

Ci sono tantissimi riferimenti nel film…
P.C.
: «Tra i tanti riferimenti e generi cinematografici, su tutti le commedie di Billy Wilder e i melò alla Douglas Sirk, ma anche Occhi senza volto del 1960. Ma soprattutto il servizio fotografico Madness Makeover è stata una grande fonte di ispirazione».

Il messaggio che passa dal film è: “Siamo quello che appariamo”. Laura, quanto conta per te l’immagine? Quanto conta l’essenza?
L.C.
: «L’essere e l’apparire non sono in contrapposizione ma sono un’unica cosa. Se non facessi questo lavoro non sarei attratta dalla perfezione, ma nel nostro campo se rispondi in un modo di attaccano, se ti fai vedere al mare con la cellulite non va bene. Il nostro mestiere è meraviglioso, ma siamo talmente esposti che si va per forza a cercare la perfezione».
P.C.
: «Laura non ha il vezzo di guardarsi e sentirsi figa, è un elemento importante, non considera la propria estetica mentre recita, pensa solo a dare il meglio di sè. Per un regista questa è un’ottima cosa».

Anche Laura Chiatti, come il suo personaggio, non saprebbe rinunciare al tacco?
L.C.
: In realtà la battuta del film: “Preferirei donare un rene”, riferito al fatto di togliersi le scarpe altissime per mettersi della semplici ballerine, è una frase che ho detto realmente io. Non per essere snob, ma davvero il tacco è una delle cose a cui non riesco a rinunciare».

E mentre la conferenza svolgeva al termine, un’ultima domanda fatta di corsa ha svelato il particolare più piccante: favorevole alla chirurgia estetica?
L.C.: Non mi piace l’abuso di determinate cose, in tutti i sensi, non mi piace che si possa stravolgere o deturpare una persona, anche perchè si vedono certe cose in giro. Però come sapete io sono conosciuta per essere una sincera, quindi sì, dopo il film e dopo aver perso diversi chili ho deciso di dare un’aggiustatina al mio seno, per stare meglio con me stessa».

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(Foto Getty Images)

 

 

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