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Grandi applausi, altrettante risate e la lacrimuccia d’ordinanza: Main dans la main, il nuovo film di Valérie Donzelli – che si era già fatta notare con lo splendido La guerra è dichiarata –, è il primo grande successo del Festival di Roma 2012. Presentato ieri in anteprima per la stampa, oggi la regista ne ha parlato con i giornalisti in una conferenza affollatissima (nonostante il ritardo con cui è cominciata, visto che la presentazione al pubblico di La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli ha rosicchiato parecchi minuti al programma).

Rispetto a La guerra è dichiarata, storia di un padre e una madre che “combattono” contro la grave malattia che ha colpito il figlio, Main dans la main (mano nella mano) è una commedia romantica più tradizionale, almeno nei presupposti: è la storia dell’amore tra un giovane vetraio, Jojo (Jérémie Elkaïm), e una rigida e solitaria insegnante di ballo dell’Opera di Parigi, Helen (Valérie Lemercier). Proprio la danza è una delle tematiche centrali del film: «Mi piace molto il corpo, e la danza, come anche lo sport, è qualcosa che mi ha sempre affascinato e fatto fantasticare» spiega la Donzelli. «Non sono una persona aggraziata, ma non me ne vergogno. E poi ho scelto Valérie come protagonista perché lei ha la classe e l’eleganza che a me mancano». Ma non c’è solo la danza, nel film, altrimenti saremmo di fronte a un qualcosa di “normale”. Il colpo di genio che caratterizza il film è un espediente surreale che la Donzelli inventa per far avvicinare i due: a seguito di un bacio rubato e abbastanza casuale, Helen si ritrova “incollata” a Jojo e a fare tutto quello che lui fa, senza possibilità di scampo se non quando il ragazzo si addormenta. Naturalmente la maledizione è reciproca, e i due sono condannati a condividere le rispettive vite: inutile dire che dopo un’iniziale riluttanza i due si avvicineranno.

«Questo legame è una rappresentazione fisica dell’essere inseparabili nello spirito» sono le parole della Donzelli, timidissima e quasi imbarazzata dai complimenti. «È difficile da spiegare come mi sia venuta in mente questa cosa! Entrambi i personaggi hanno una tendenza a “fondersi” con qualcuno, Jojo con la sorella (la stessa Donzelli, ndr) e Helen con la sua migliore amica. E sono legami che non hanno per forza connotazioni romantiche: è più l’idea di non saper restare da soli che li guida». È chiaro quindi che la storia non segue i canoni classici della commedia romantica, e riesce a sollevare diverse riflessioni interessanti sulla solitudine, sull’amore e su quel che conta davvero nella vita: «Non sembra, ma il film parla soprattutto di lutto, separazione e fusione, non è solo una commedia “magica”». «Valérie è una macchina da idee» è il commento di Jérémie Elkaïm, co-protagonista e ormai “musa” della Donzelli dopo tre film insieme. «È uno scultore, è un’istintiva che trabocca di spunti. Quello di questo film, be’, l’avete visto tutti, è geniale. Valérie è il motore dei suoi film». Inutile dire che la Donzelli spende i successivi cinque minuti a schermirsi e parlare di gioco di squadra e dell’importanza del lavorare insieme: come tutti i veri talenti, l’umiltà è uno dei suoi pregi…

 

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