Tra il grande pubblico forse pochi conoscono il suo nome, ma l’avvocato Giovanna Cau è stata una grande collaboratrice di personaggi come Fellini e Mastroianni, Calvino e Moravia, Scola e Monica Vitti, fino a Sorrentino e Crialese. Gran parte della storia del nostro cinema è stata scritta tra le mura del suo studio, lo stesso dove si sono combattute importanti battaglie per il diritto d’autore, la tutela del lavoro d’attore e l’abolizione della censura.
È a questa «donna “diversamente giovane” che ha studiato, lavorato, amato, sofferto, si è divertita e ha combattuto come solo le grandi donne sanno fare» che Marco Spagnoli, giornalista e critico cinematografico di Globalist, dedica la sua terza prova da regista, dopo Hollywood sul Tevere e Hollywood Invasion, entrambi presentati al Festival di Venezia (il primo ha anche ottenuto una nomination come miglior documentario ai David di Donatello 2010 e al Nastro d’Argento).

Tra gli “ospiti d’onore” della sezione Extra del Festival di Roma diretta da Mario Sesti, Diversamente Giovane ripercorre sessant’anni di storia italiana attraverso la vita e le parole della stessa Giovanna Cau (che ha sempre fatto della riservatezza una filosofia di vita e che ora, a 88 anni, decide di raccontarsi davanti alle telecamere) e di amici e clienti che con lei hanno lavorato e vissuto, condividendo onori, idee politiche e successi, ma anche momenti più seri e drammatici. «Il documentario su Giovanna è nato da un lato dalla sua disponibilità a parlare finalmente di sè in maniera estensiva, rivivendo la sua infanzia e giovinezza, e la sua vita professionale; dall’altro dalla rilevanza che le parole di questa donna possono avere per testimoniare in maniera diretta un pezzo molto importante di storia d’Italia in questo momento difficile del nostro Paese» ha dichiarato Spagnoli. In questo senso la vita “normale” di questa donna diventa modello esemplare di impegno politico, culturale, sociale e professionale e Diversamente Giovane un racconto coinvolgente e sorprendente tra memorie e prospettive, guardando al futuro, ricordando il passato e osservando il presente. «Un omaggio alle donne “diverse” di questo Paese. Di quelle che vivono, lavorano, fanno la spesa, pagano lebollette e sono libere di credere in quello che desiderano di più».

Il trailer e una clip di Diversamente Giovane

Leggi tutte le news dal Festival di Roma

© RIPRODUZIONE RISERVATA