Saranno 15 i film in concorso al 26esimo Festival di Torino (21-29 novembre), per la seconda volta diretto da Nanni Moretti; tra questi 8 opere prime e 10 titoli europei, 3 americani, 1 canadese, 1 australiano e 1 cinese. «Il cinema statunitense avrà una rappresentanza con opere più indipendenti e a minor budget rispetto allo scorso anno», ha specificato Moretti, sottolineando anche che «la tendenza dell’edizione non è di temi politici (solo la sezione “Lo stato delle cose” è dedicata alla politica quest’anno, ndr) bensì tende a cavalcare problematiche private, come il lutto, le fughe, le relazioni». Se il fuori concorso (22 film, tra cui W. di Oliver Stone in apertura, ma anche Filth and Wisdom di Madonna e Katyn di Andrzej Wajda) spazierà tra temi e luoghi diversi, interessante è l’introduzione di una nuova sezione competitiva dedicata ai documentari: Internazionale Doc. Per quanto riguarda invece Italiana Doc, si segnalano lavori di Vincenzo Marra (Il grande progetto), di Luca Guadagnino (The Love factory #3 Pippo Delbono – Bisogna morire), di Bruno Oliviero (Napoli piazza Municipio), Davide Barletti (Radio Egnatia) e Daniele Gaglianone (Rata nece biti – Non ci sarà la guerra). Le tre retrospettive di questa edizione sono dedicate a Roman Polanski – che parteciperà al festival e incontrerà Nanni Moretti il 22 novembre davanti al pubblico, alla British Renaissance (1978-1988) e a Jean-Pierre Melville.

Am.Pa.

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