Un uomo entra in una banca a Ginevra e comincia a sparare a chiunque si trovi sulla sua strada. Viene a sua volta ripetutamente colpito da dei proiettili, ma continua imperterrito nella sua missione. Riesce a raggiungere un caveau e ad accedere a una cassetta di sicurezza dalla quale preleva una moneta romana, l’obiettivo della sua missione. Uscito dalla banca e salito su un’auto, consegna la moneta a un prete che gli strappa un talismano dal collo, togliendogli la vita.

Inizia così l’episodio pilota della serie 30 Monedas, prodotta da HBO Europa, che il suo regista, Álex de la Iglesia, presenta in anteprima mondiale a Venezia, allo stesso Festival che nel 2010 lo vide trionfare con ben due premi per il suo capolavoro La Ballata dell’Odio e dell’Amore (Balada Triste de Trompeta). 

L’incipit mozzafiato lascia subito spazio agli sconvolgenti titoli di testa, una rappresentazione sanguinosa e visionaria della crocifissione del Cristo e del suicidio di Giuda. Le 30 monete del titolo, infatti, sono quelle per le quali l’apostolo ha tradito Gesù, che promettono di essere il motore alla base della storia dell’intera serie.

Subito dopo, la storia si sposta in un piccolo paesino spagnolo, dove Elena (Megan Montaner) la veterinaria del posto, assiste a un evento a dir poco straordinario: una mucca che dà alla luce un bambino. Un evento inquietante che metterà in subbuglio l’intero paese e sul quale la giovane dottoressa cercherà di fare chiarezza con l’aiuto del sindaco, Paco (Miguel Ángel Silvestre, divenuto famoso grazie alla serie Sense8), e quello di Padre Vergara (Eduard Fernández), un prete dal passato oscuro.

Nei 78 minuti di questo primo episodio troviamo già tutti gli ingredienti che hanno reso de la Iglesia un autore di culto: horror a sfondo religioso, humor nero, personaggi sopra le righe, sangue, violenza e creature raccapriccianti. Nonostante un budget evidentemente importante, in 30 Monedas si riscontrano tutta la passione e l’amore che il regista basco nutre per il cinema di un tempo, fatto di effetti pratici e un sense of wonder semplice ma efficace. 

Pur non rinunciando a divertire, de la Iglesia ha definito questo progetto televisivo come il suo progetto dal tono serio più impegnativo di sempre, attraverso il quale poter riflettere, in un momento così difficile della Storia umana, sull’ambivalenza della natura di Dio, che, se comprende ogni cosa come taluni sostengono, deve contenere in sé anche il Male. 

La ricchezza della trama di questo episodio pilota, che non lascia un minuto di respiro allo spettatore e sembra davvero un film in grado di vivere di vita propria (non fosse per il finale sospeso), ci lascia la curiosità di sapere come la serie potrà andare avanti. Non ci resta che aspettare l’annuncio della messa in onda e sperare che de la Iglesia abbia in serbo ancora molte sorprese con le quali terrorizzarci e divertirci.

 

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