La prima edizione del Fiuggi Family Festival 2008 (28 luglio – 3 agosto), di cui Best Movie è media partner ufficiale, si avvale anche della preziosa collaborazione di Armando Fumagalli, docente di Semiotica e di Etica della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e letterature straniere di Milano e Brescia, e direttore del Master Universitario di I livello in Scrittura e produzione per la fiction e il cinema, che coordina il Comitato Scientifico del festival.

Qual è la missione del Fiuggi Family Festival?

A.F.: «Con questo Festival vorremmo, fra le altre cose, dare anche un nostro contributo alla crescita del cinema italiano. Vorremmo aiutare il cinema a confrontarsi veramente con i propri spettatori, a confrontarsi con la società nel suo insieme ampliando i propri confini e il proprio pubblico, vorremmo contribuire a far circolare idee nuove. Se parliamo in termini di marketing, si tratta di ampliare il target del prodotto cinematografico. In fondo il film italiano non solo di maggiori incassi, ma anche più amato e di maggior successo internazionale degli ultimi anni è un family film: La vita è bella di Roberto Benigni».

In termini di risultati concreti quali sono le vostre aspettative?

A.F.: «Pensiamo che una maggior focalizzazione sul target family potrà aiutare anche l’internazionalizzazione del nostro cinema. Come è noto, stiamo assistendo a una significativa evoluzione e trasformazione del cinema italiano e ci piacerebbe che nel giro di alcuni anni la nostra industria osasse proporre un equivalente europeo di Alla ricerca di Nemo, Ratatouille o di un film come Il diavolo veste Prada».

Il concorso per sceneggiature che il festival promuoverà quindi si inserirà proprio in questo tentativo rivitalizzazione del filone family?

A.F.: «Esattamente. Nei giorni del Festival lanceremo un grande concorso internazionale di sceneggiature – su cui stiamo lavorando insieme alla Fondazione Perseus e al dott. Marco Eugenio Di Giandomenico – che avrà una duplice focalizzazione: i film a target molto largo, cioè film per tutta la famiglia, e film che possano valorizzare agli occhi del pubblico internazionale lo specifico della cultura italiana e anche proprio del Made in Italy. Abbiamo delle eccellenze industriali e artigianali, nelle arti e nel design, in aspetti importanti dello stile di vita, ma tutto questo compare ancora molto poco nel nostro cinema».

La difficoltà però spesso non è quella di trovare buone sceneggiature, ma far sì che queste, anche se scritte da esordienti o giovani autori, vengano prese in considerazione dai produttori…

A.F.: «è vero ed è per questo che coinvolgeremo nella giuria di questo concorso produttori e distributori: proprio per rendere più concreto possibile il fatto che queste sceneggiature abbiano poi un seguito produttivo».

Al.Za.

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