Figli delle stelle. Il brano nostalgico e allegro di Alan Sorrenti è la cornice dell’omonima scanzonata commedia di Lucio Pellegrini, nelle sale per Warner Bros dal 22 ottobre. La storia gira intorno ad alcuni personaggi come un insegnante precario di Educazione fisica (Pierfrancesco Favino), un operaio che lavora in condizioni non regolarizzate (Fabio Volo), un assistente di sociologia (Giuseppe Battiston) e un ex carcerato (Paolo Sassanelli). Delusi dalla vita e dalle istituzioni i quattro organizzano un sequestro di un ministro, ma sbagliano il colpo prendendo invece un politico innocente (Giorgio Tirabassi). «Il film», spiega il regista, «racconta il precariato esistenziale attraverso quei personaggi che hanno superato i 35 anni, ma che ancora non hanno un posto nella società. Vogliono rapire un politico ma sbagliando colpiscono una delle poche mosche bianche. Dal confronto con questo uomo crescerà la loro coscienza». Al gruppo si aggiungerà una giornalista impulsiva (Claudia Pandolfi): «che rappresenta uno strano trade union tra questi personaggi matti», spiega l’attrice,« È incapace di dire di no e per la sua generosità si fa trascinare dagli eventi».  Tra i personaggi insoliti Giuseppe Battiston nel ruolo di un assistente nostalgico comunista: «il mio è personaggio decisamente rancoroso e dà a tutto quello che fa una chiave politica. Cerca di diventare un fattore di aggregazione di questo insolito gruppo». Sulla genesi del titolo Pellegrini ha raccontato che «mentre scrivevamo la sceneggiatura ci siamo accorti che i nostri personaggi erano sognatori un po’ sfigati che si ritrovano poi in un appartamento con un arredamento tipico degli anni ’80. La canzone di Sorrenti in qualche modo unifica i protagonisti, rappresentandoli in un momento particolarmente ludico del film». Al sequestro si uniscono anche tutti gli abitanti della frazione di montagna dove i rapinatori nascondono l’ostaggio: tutti insieme non esiteranno a farsi complici di questo rapimento e allo stesso tempo, una volta liberato l’ostaggio, si metteranno dalla parte della polizia: «il cuore del film è quell’applauso, rivolto agli agenti, degli abitanti complici che rappresenta un’ipocrisia diffusa, dove ognuno pensa solo a realizzare se stesso». Tra i dettagli voluti da Pellegrini la parte del ministro è affidata a Fabrizio Rondolino, attore non professionista, giornalista ed ex portavoce di D’Alema: «Lo abbiamo scelto», conclude Pellegrini, «perché è un giornalista bravo all’interno dei talkshow e mi serviva la naturalezza giusta per questo tipo di personaggio. C’è qualche assonanza tra il mio film e I soliti ignoti perché del cinema di Mario Monicelli mi interessa il suo sguardo sui perdenti».

Il trailer di Figli delle stelle

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