Ricomincio da capo

Ricomincio da capo è il film perfetto da vedere in questo periodo di crisi.
Il protagonista Phil Connors, un meteorologo interpretato da Bill Murray, si sente intrappolato – proprio come noi ora chiusi in casa per la pandemia in corso – nello stesso buco di paese (una cittadina misconosciuta della Pennsylvania), in una situazione davvero kafkiana, esattamente come noi in questo momento.
Il nostro Phil, infatti, è stato spedito a Punxsutawney, dove è stato inviato a fare un reportage su una marmotta che osserva la propria ombra per predire il tempo, attività che considera piuttosto svilente per la sua professionalità.
Phil incarna piuttosto bene il ruolo della vittima: borbotta, brontola, mugugna e si lamenta, proprio come noi in questa situazione di cui riconosciamo l’urgenza e la necessità, ma che ci mette a disagio.
E la cosa peggiora quando, per uno strano “incantesimo”, è costretto a rivivere la stessa giornata per innumerevoli volte (chi non si è sentito così da quando è cominciata l’era smart working?).
Inizialmente cerca di fare il furbo: viola la legge, mangia le peggio schifezze, approfitta cinicamente delle donne più belle del paese. Poi, resosi conto che non c’è via di fuga, entra in depressione e conseguentemente cerca di suicidarsi a ogni occasione. Alla fine, quando si arrende all’evidenza della situazione, inizia a esplorare la possibilità di sviluppare i propri talenti: impara il francese, a suonare il pianoforte, a scolpire il ghiaccio… Ma sarà l’amore per la produttrice Rita (Andie MacDowell) a provocare il cambiamento più drastico, addolcendo il suo approccio alla vita e trasformandolo addirittura da bieco egoista a servitore del prossimo. Dopo averla corteggiata in ogni modo e con ogni astuzia, paradossalmente l’uomo la conquista, quando sembra aver rinunciato a lei e si è totalmente lasciato andare a ciò che è, senza aspettative.
C’è una scena molto semplice, quasi minimale, in cui Phil – ormai assuefatto alla sua paradossale condizione – si ritrova nella tavola calda del paese mentre legge un libro, e si guarda intorno, guardando quel luogo ormai così famigliare divenuto a lui caro, con un’espressione appagata. Una scena in cui il regista Harold Ramis vuole sottolineare come anche l’amore per le piccole cose che sembrano scontate vada coltivato per raggiungere la felicità. 
Chissà che questa situazione d’emergenza, superate le inevitabili fasi di angoscia, smarrimento e ed egoistici “si salvi chi può”, non si trasformi in un’occasione per diventare migliori. Chissà che, superato il nostro infernale “Giorno della marmotta”, non avremo imparato ad apprezzare le cose che prima davamo per scontate e persino odiavamo.

Il film con Bill Murray lo potete trovare su TimVision, che – vi ricordiamo – fino al 31 marzo offre il suo servizio di streaming gratis

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