Il panorama del cinema d’autore che vedremo tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 è talmente denso di nomi di alto lignaggio e dai quarti di nobiltà cinematografica così puri, da sembrare una puntata del Trono di Spade. Senza gli stessi spargimenti di sangue e doppi giochi, la lotta per il titolo di miglior film della stagione che verrà sarà serrata e avrà più o meno lo stesso (spropositato) numero di pretendenti di cui si fregia il trono dei troni di Westeros. I primi due contendenti a mostrare le loro carte, al sempre più gagliardo New York Film Festival, saranno David Fincher e Paul Thomas Anderson. Il primo, assente dal grande schermo dal 2011 e dalle gelide geometrie di Millennium – Uomini che odiano le donne, aprirà la kermesse con il thriller L’amore bugiardo – Gone Girl, tratto dall’omonimo bestseller di Gillian Flynn, una ricognizione sulla misteriosa scomparsa di una donna (Rosamund Pike) e sui sospetti che circondano suo marito (Ben Affleck). Anderson, invece, si ispira a Vizio di forma di Thomas Pynchon: dopo i fasti di The Master riabbraccia Joaquin Phoenix e in Inherent Vice gli affida il ruolo dell’investigatore privato “Doc” Sportello. Grande attesa, poi, per un altro thriller che arriva a gennaio negli Usa a sei anni di distanza da Nemico pubblico – Public Enemies. Blackhat segna il ritorno di un indiscusso maestro del genere – basterebbe citare Strade violente, Manhunter, Collateral e Heat – La sfida – come Michael Mann. […]

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