È uno dei giovani attori italiani più talentuosi e seguiti: in TV grazie a Distretto di Polizia e al film TV Cenerentola, e al cinema grazie al cult Io sono l’amore, grandissimo successo anche (e soprattutto) oltreoceano. Un successo che gli ha tra l’altro aperto le porte del cinema di Woody Allen, garantendogli un ruolo da co-protagonista in To Rome with Love, in cui interpreta il ruolo del fidanzato della figlia di Woody. E da oggi è anche un blogger di Best Movie.

Stiamo parlando di Flavio Parenti, nel cui curriculum figurano anche altri grandi registi, da Peter Greenaway – che l’ha voluto nel suo ultimo film Goltzius and the Pelican Company (da molti considerato la cosa migliore del recente Festival di Roma) – a Pupi Avati (la miniserie Un matrimonio con Micaela Ramazzotti, in TV a inizio 2013), da Sergio Rubini (Colpo d’occhio) a Citto Maselli (Le ombre rosse), passando per Liliana Cavani (Einstein).

Ma Flavio – formatosi come attore e regista al Teatro Stabile di Genova – è anche un appassionato sperimentatore di nuovi linguaggi, e nelle vesti di autore ha prodotto e diretto una delle web series più apprezzate del 2012: #bymyside (clicca qui per vedere tutti e 10 gli episodi). Un esperimento che ora sta per rilanciare alzando ulteriormente l’asticella: è infatti imminente il debutto di Days: The Crossmovie (clicca qui per vedere il diario di lavorazione), un incredibile serial per la rete composto come un puzzle: la storia raccontata potrà infatti essere seguita attraverso quattro differenti punti di vista, quelli di altrettanti personaggi. E la scelta di quale personaggio seguire, per ogni segmento del racconto, sarà nelle mani degli spettatori. Lo stesso film, in pratica, potrà essere visto in oltre 200.000 modi differenti. Un’assoluta novità, a livello mondiale. Online dal 15 gennaio, e in anteprima esclusiva su Best Movie il giorno prima.

Su Best Movie, e sul suo blog Senti un po’, Flavio mette a frutto le sue diverse esperienze su grande e piccolo schermo per parlarci di quel che significa oggi fare cinema, tv, teatro e… web.
Qui sotto vi riportiamo un estratto del suo primo post: Il cinema è morto.

Il linguaggio cinematografico costa. Costa tanto, e da produttore dico che non è attuabile, né autosufficiente. Costa troppo e rende poco. Il concetto di lluminazione, di trucco, di parrucco è stato superato esattamente come quello di campo e controcampo. (continua a leggere)

Sotto una clip tratta da Goltzius and the Pelican Company con Flavio Parenti

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