Riportiamo un articolo pubblicato sul numero di gennaio del magazine di cinema e mercato Box Office.
Doveva essere un mese di dicembre che, nelle speranze, avrebbe potuto favorire in parte il recupero di presenze e incassi rispetto al 2010. Purtroppo tutto ciò non è avvenuto e il mercato nel periodo natalizio ha fatto non poca fatica. Non si è registrato quel crollo che una certa stampa, a dire il vero in modo superficiale, ha riportato. Però i numeri sono chiari. A dicembre sono stati incassati 78,9 milioni di euro contro gli 83,2 del dicembre 2010 (-6,95%) e sono stati venduti 11,5 milioni di biglietti contro i 12,3 milioni dell’anno scorso (- 7,40%). Il calo delle presenze è in linea con l’andamento annuale (- 7,97%), mentre gli incassi sono andati meglio rispetto all’andamento del 2010 (-10%). Alcuni commentatori parlano di un calo del 22% riferendosi al confronto del periodo 16/12-8/1; va ricordato, però, che l’anno scorso all’Epifania, a feste quindi ormai finite, uscì Che bella giornata che in cinque giorni totalizzò 19 milioni di euro e 2,8 milioni di presenze, sfalsando ogni confronto. Ma a cosa si può imputare questo andamento delle settimane finali dell’anno? È difficile identificare una causa sola. Come abbiamo visto, il mese di dicembre non è andato in modo molto diverso rispetto all’intero anno, confermando un trend generale. Non si può non prendere in considerazione che la crisi economica si fa sentire sempre più sui consumi ed era assurdo pensare che il cinema potesse rimanerne immune. Un altro fattore è stato il calendario. Quest’anno i giorni festivi sono caduti, di fatto, nel week-end, togliendo così giorni preziosi agli incassi (per fortuna per il Natale 2012 non ci sarà questo problema). A nostro avviso i distributori avrebbero potuto sfruttare meglio le date del 9 e del 23 dicembre mentre, invece, hanno preferito calare i loro assi più importanti contemporaneamente il 16 dicembre. Non bisogna sottovalutare, poi, l’incidenza del download illegale che ha colpito soprattutto i film americani. Infine bisogna fare anche una riflessione sul prodotto italiano che è stato particolarmente respinto dal pubblico. Forse è ora di essere un po’ più coraggiosi e di scommettere di più sulle novità anche a Natale.
La crisi del “cinepanettone”
Non c’è dubbio che il Natale sia stato caratterizzato dalla crisi delle due commedie italiane: Vacanze di Natale a Cortina (nella foto) e Finalmente la felicità. Se ne è parlato molto nelle scorse settimane e molto ancora se ne discuterà. Però è indubbio che gli 11,5 milioni del film di Neri Parenti all’Epifania e i 10 di quello di Leonardo Pieraccioni non possono certo essere considerati un risultato positivo. Il pubblico ha deciso di non premiare due film che sono risultati la riproposizione di vecchie formule. Poco importa che Filmauro abbia prodotto un film decisamente più gradevole rispetto agli ultimi, certamente migliore di Vacanze in Sudafrica (18,5 milioni di euro l’anno scorso). Il film non è mai stato in testa agli incassi neanche nei giorni di Santo Stefano e di Capodanno; e questa di per sé è già una notizia. Per quanto riguarda Pieraccioni, il regista toscano veniva già dall’insuccesso di Io & Marylin (13 milioni) e questo nuovo film non è riuscito a ridare smalto alla sue verve e comicità come accaduto l’anno scorso con La banda dei Babbi Natale, che arrivò a 20 milioni, rilanciando Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma il cinema italiano, a inizio dicembre, puntava anche su Il giorno in più con Fabio Volo. La commedia sentimentale, invero non pienamente riuscita, non è andata oltre i 3,8 milioni di euro. Il film non è riuscito a decollare pienamente tanto da arrivare a Natale senza più forza comerciale.
Vince, ma non stravince, Sherlock Holmes
La gara natalizia è stata vinta da Sherlock Holmes – Gioco d’ombre. Il film Warner era il più atteso di queste vacanze e non ha deluso le attese. Alla fine i suoi 17,3 milioni di euro sono un incasso ottimo ma al di sotto di quanto il mercato si attendeva, visti anche gli oltre 20 milioni che totalizzò il primo film. Questo secondo episodio ha sorpreso meno del primo per verve e freschezza ma ha sempre guidato la classifica degli incassi dalla sua uscita fino al fine settima di Capodanno quando è stato superato da Il gatto con gli stivali. E proprio il film di animazione Universal è stata una delle sorprese più liete delle Feste con i suoi oltre 15 milioni di euro di box office e un andamento sempre nelle prime posizioni. Va detto che il film DreamWorks partiva con credenziali molto più alte rispetto a Megamind, visto a Natale 2010 e, inoltre, non ha avuto concorrenti diretti commercialmente molto forti. Il figlio di Babbo Natale si è rivelato un outsider che si è dovuto accontentare di 2,5 milioni di euro, rappresentando un’offerta rivolta prevalentemente al pubblico dei più piccoli. A inizio dicembre, poi, M2 aveva lanciato Lo schiaccianoci, film di animazione in 3D che ha raggiunto 1,2 milioni di box office. È lontano dai gusti dei più piccoli, invece, il film di Luc Besson sulle avventure dei Minimei; il terzo episodio Arthur 3 – La guerra dei due mondi non ha raggiunto i 500mila euro. Più che discreto è stato l’incasso di Capodanno a New York, terzo film distribuito da Warner; un titolo decisamente in tema per una commedia che ha beneficiato del fatto di essere uscita il 23 dicembre e che all’Epifania ha raggiunto i 4,3 milioni di euro. Deludente, invece, Il principe del deserto, film di avventura e sentimento troppo datato per i gusti cinematografici di oggi, come dimostra il milione di incasso. Un discorso a parte lo merita ovviamente Le idi di marzo, proposto da 01. Il film di George Clooney ha sfiorato i 3,5 milioni di euro; sinceramente per il valore del film, per il cast e per l’importanza della pellicola, ci si attendeva un risultato più alto. Certo, il film di Clooney, se sarà sorretto da nomination agli Oscar e da eventuali premi, potrà ancora godere ulteriore vita in sala e rinforzare il suo box office.
Woody vola
Premiata la strategia di Medusa che ha proposto, anche quest’anno, il film di Woody Allen a inizio dicembre. Midnight in Paris è uscito in Italia dopo la straordinaria performance in Usa (è il film di Allen di maggior incasso di sempre), sulla scia del successo francese e sulle ali dei giudizi positivi della critica. Quello di Allen si può dire che sia stata la vera favola di Natale che il pubblico ha apprezzato con costanza, portando il film a sfiorare gli 8,5 milioni di euro, quasi il doppio di quanto incassato l’anno scorso con Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni. Uscito il 2 dicembre in circa 500 sale, a Capodanno era presente ancora in 128 schermi, a dimostrazione del passaparola positivo che il film ha avuto.
Natale d’essai avanti con fatica
La proposta d’essai di questo Natale era decisamente molto interessante. Da The Artist a Almanya – La mia famiglia va in Germania, da Emotivi anonimi a Le nevi del Kilimanjaro, tutti i film erano degni di interesse. Nessuno di questi, però, è riuscito ad allargare particolarmente il proprio pubblico anche perché lo spazio in sala era veramente poco e i diversi titoli d’essai si sono dovuti dividere gli schermi e, di conseguenza, il risultato. Nessuno dei titoli citati, ad esempio, ha raggiunto le 100 copie di distribuzione. Però The Artist, senza dubbio il film con maggiori credenziali, è quello che è emerso più di tutti sfiorando il milione di euro (molto bene per un film muto) e potrà continuare ancora puntando sugli Oscar. Più di mezzo milione per la commedia Emotivi anonimi e per Almanya; oltre 200mila euro per Le nevi del Kilimangiaro.
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