Nato nel gruppo dei veejay “storici” di Mtv, poi conduttore, da qualche anno attore (in Manuale d’amore, Natale a New York e Generazione mille euro, tra gli altri), ora il nongiovane Francesco Mandelli – da un po’ di tempo è passato a farsi chiamare come vuole l’anagrafe – shakera tutto quel che ha fatto finora e diventa ideatore, sceneggiatore, interprete de I soliti idioti, format tv di nicchia (Comedy Central prima, Mtv poi) cresciuto grazie al passaparola e pronto al battesimo del fuoco sul grande schermo. In scena lui e il compagno di ventura Fabrizio Biggio: insieme, indossano e si passano maschere di un’Italia fatta di luoghi comuni e vizi duri a morire, tra satira graffiante e sketch vecchio stampo.

Best Movie: Da dove arriva l’idea di trasferire I soliti idioti al cinema?
Francesco Mandelli: «Mentre giravamo la seconda stagione, notavamo che avevamo preso confidenza coi personaggi, e che ci sarebbe piaciuto inserirli in un contesto più ampio. A poco a poco, complice l’interesse dei produttori, il progetto si è concretizzato».

BM: Dunque un film “vero” e non solo sketch cuciti tra loro?
FM: «Non volevamo “accrocchiare” idee ma raccontare una storia. È stato un parto lungo, I soliti idioti è un prodotto non immediatamente comprensibile da tutti, ha una comicità cattiva e non è facile essere politicamente scorretti in questo Paese…».
(Foto: Davide Lovatti)

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Leggi l’intervista all’altro “idiota” Fabrizio Biggio

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