Frank Miller e Brian Azzarello, intervista esclusiva ai cavalieri oscuri
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Frank Miller e Brian Azzarello, intervista esclusiva ai cavalieri oscuri

Una lunga chiacchierata, senza precedenti, con uno dei grandi maestri del fumetto americano e con lo straordinario autore con cui ha rimesso in scena per la terza volta il suo Batman violento e disilluso in Dark Knight III

Frank Miller e Brian Azzarello, intervista esclusiva ai cavalieri oscuri

Una lunga chiacchierata, senza precedenti, con uno dei grandi maestri del fumetto americano e con lo straordinario autore con cui ha rimesso in scena per la terza volta il suo Batman violento e disilluso in Dark Knight III

La giornata comincia con un sole incredibile, di quelli in grado di risvegliare il potere di Superman, poi le nuvole già prima di mezzogiorno coprono il cielo. Arriva il freddo, la Tramontana, il tempo si è incattivito. Arriva la notte. New York City si è appena lasciata alle spalle la più feroce tormenta degli ultimi trent’anni. È sopravvissuta anche alla tempesta perfetta, NYC, perché sopravvivere è la cosa che le riesce meglio. Forse è per questo che si dice non dorma mai, perché ha un occhio sempre aperto.
E proprio la città che non può essere distrutta è il teatro della mia chiacchierata con Frank Miller e Brian Azzarello, i due autori che, assieme, stanno rinnovando il mito del Cavaliere Oscuro creato trent’anni prima proprio dal grande Miller. Brian e Frank sono personalità diverse accumunate dall’essere sempre onesti al cento per cento, dall’andare sempre dritto al cuore del problema, dal non fermarsi mai. Sono due forze (non solo creative) inarrestabili, capaci di intimidire chiunque.
In particolare, tutti gli autori e tutti i media che si sono confrontati con personaggi come Daredevil, Batman, Superman, Wonder Woman e con le sue creazioni (300 e Sin City) hanno dovuto fare i conti con Frank Miller ben sapendo che si tratta di uno dei più influenti creativi della sua generazione. Perché il modo di raccontare di Miller riesce a essere allo stesso tempo immediato e raffinato, ti fa viaggiare con la testa, ma ti colpisce in pancia, risvegliando quelle farfalle che non sapevi neanche di avere nello stomaco. Brian Azzarello, invece, ha scritto 100 Bullets, Spaceman, Before Watchmen, Joker, Wonder Woman ed è uno degli esponenti del neonoir americano: un autore lirico, la cui prosa combina dettagli insignificanti a riflessioni sui massimi sistemi, dando vita a affreschi crudeli in cui agiscono detective spazzati via dalla vita, gangster spietati, vittime prescelte e carnefici inconsapevoli. Assieme si sono uniti per scrivere Dark Knight III (in italiano Il Cavaliere Oscuro III – La razza suprema), il terzo episodio dell’epopea che Miller ha cominciato nel 1986 con Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e continuato nel 2001 con Batman: Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora. E assieme li intervistiamo per parlare di cinema e fumetto, in occasione dell’uscita di Batman V Superman: Dawn of Justice.

Salve Brian, salve Frank! Vorrei conoscere la vostra opinione su come i film possano sfruttare i fantastici lavori che entrambi avete realizzato in ambito fumettistico.
Brian Azzarello: «Ciao, Alessio! Stai chiedendo alle persone sbagliate!».

No, perché? Mi serve il parere della persona sbagliata!
BA: «Come possono i film sfruttare i lavori che abbiamo realizzato in ambito fumettistico? (ride, ndr)».
Frank Miller: «Il solo modo è farci restare fermi! No, in realtà possono sfruttarli come vogliono. La Marvel e la DC considerano il mio lavoro e quello di Brian come materie prime per film hollywoodiani. Solo nel caso di Sin City e 300 ho avuto più controllo sul progetto, più o meno».

Ok, quindi per il tuo Cavaliere Oscuro vorresti vedere lo stesso approccio che Rodriguez e Snyder hanno avuto con le tue creature?
FM: «Se potessi adattare Il ritorno del Cavaliere Oscuro sarebbe stupendo poter contribuire al film. Perché mi sarebbe concesso un ampio margine di controllo sul progetto. Credo che la DC e la Warner faranno il tipo di film su Batman che vogliono fare e… le possibilità che io ne faccia uno sono molto, molto scarse (ride, ndr). Credo che nessuno, lì, abbia voglia di sentire le mie idee su questo. Ed è un peccato perché ho un sacco di materiale che viene reinterpretato dal regista, e poi stiamo parlando dell’universo narrativo del Batman di Christopher Nolan quando in realtà questo è stato creato da una miriade di autori differenti che hanno lavorato nel fumetto, su questi personaggi, per anni».

Sì, come Il lungo Halloween o il tuo Batman: Anno Uno. Ma credo che il tuo Cavaliere Oscuro e quello che stai scrivendo con Brian sia una cosa totalmente diversa, soprattutto rispetto all’approccio di Nolan. Non è così?
FM: «Credo che la vera differenza tra le due versioni sia questa. Il Batman hollywoodiano è un uomo ricco, per cui ha molti giocattoli con cui si ritrova a combattere il crimine. La versione sviluppata da Brian e me è un’altra cosa. È motivato dal suo desiderio di portare giustizia nel mondo. Così usa le risorse di cui dispone per diventare il perfetto flagello del crimine. Dunque è uno molto motivato a fare la cosa giusta, l’altro è un bambino con una marea di giocattoli luccicanti».

Già. Avete visto i trailer dei nuovi film, Batman V Superman e Suicide Squad?
BA: «Sì, li ho visti entrambi. Sembrano interessanti».
FM: «Ne ho visto uno. Mi piacciono le inquadrature».

Sono curioso in merito al vostro Superman e vorrei conoscere la vostra idea su L’Uomo d’Acciaio e sul nuovo Batman V Superman. Per esempio, in Superman: Per il Domani di Azzarello il supereroe è una sorta di profeta, un salvatore da un pianeta lontano, qui per aiutare l’umanità. Invece quello di Miller ha più i piedi per terra, odia essere la marionetta del Governo, ma ha sacrificato tutto per la sua missione.
FM: «Già. Superman è un eroe buono e nobile. Non esattamente l’antagonista ideale in una storia di Batman. Anche Batman è un eroe buono e nobile. Sono solo in disaccordo su chi sia il migliore. Se in una storia c’è Batman, però Batman ha ragione, ecco tutto. Superman è un idealista, sai? Vede del bene ovunque. Mettiamola così: Metropolis è una città luminosa e splendente. Gotham City… è una città».

L’intervista completa è pubblicata su Best Movie di marzo, in edicola dal 26 febbraio.

Foto: Getty Images

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