Frankenstein, promosso o bocciato? Il parere di Zerocalcare su questo «altissimo Lucio Corsi»
whatsapp

Frankenstein, promosso o bocciato? Il parere di Zerocalcare su questo «altissimo Lucio Corsi»

Il fumettista, ospite dei Best Movie Talks, ci ha detto la sua sul film di Guillermo Del Toro presentato in concorso a Venezia 82

Frankenstein, promosso o bocciato? Il parere di Zerocalcare su questo «altissimo Lucio Corsi»

Il fumettista, ospite dei Best Movie Talks, ci ha detto la sua sul film di Guillermo Del Toro presentato in concorso a Venezia 82

zerocalcare ci dice la sua su frankenstein

Alla Mostra del Cinema di Venezia è arrivato in questi giorni uno dei titoli più attesi del concorso: Frankenstein di Guillermo del Toro. Il regista premio Oscar, mattatore in conferenza stampa, porta sullo schermo una nuova versione del classico di Mary Shelley, con un cast stellare che va da Oscar Isaac a Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth e Felix Kammerer. Un adattamento che mantiene la struttura divisa tra il punto di vista dello scienziato Victor Frankenstein e quello della sua creatura, con un’estetica barocca e un’impronta visionaria che sono ormai marchio di fabbrica del cineasta messicano.

Zerocalcare, ospite anche oggi ai Best Movie Talks che stanno animando Casa I Wonder, in un commento dopo la proiezione, ci ha raccontato le sue impressioni: da un lato la soddisfazione di ritrovare l’universo immaginifico tipico di del Toro, dall’altro una certa delusione per l’assenza di deviazioni radicali dalla storia originale. Secondo lui, il film procede in maniera piuttosto “classica”, senza quelle sorprese narrative o interpretative che avrebbero potuto rinfrescare la materia.

Tra i dettagli che colpiscono di più, c’è sicuramente l’aspetto della creatura: non il mostro sfigurato e imponente che l’iconografia ci ha abituati a immaginare, ma una figura filiforme e muscolosa, dal volto quasi armonico. Zerocalcare scherza definendolo “un altissimo Lucio Corsi”, per rendere l’idea del look insolito scelto da del Toro per il suo protagonista. Un modo ironico per sottolineare come questo Frankenstein si discosti, almeno visivamente, dal modello tradizionale.

Accanto alle riflessioni più critiche, c’è anche l’apprezzamento per il tono gotico e fiabesco, e per l’uso di elementi splatter che, pur presenti, risultano stemperati dall’eleganza visiva della regia. Alla fine, il film sembra voler proporre un messaggio di riconciliazione, uno sguardo sul perdono che del Toro porta come chiave di lettura della vicenda.

Per scoprire tutte le considerazioni di Zerocalcare su Frankenstein a Venezia 82, ecco il video completo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA