Game of Thrones ha nascosto una regola fondamentale sui draghi per otto stagioni
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Game of Thrones ha nascosto una regola fondamentale sui draghi per otto stagioni

Il rapporto tra i Targaryen e i loro draghi segue regole molto precise, e la storia di Daenerys rivela quanto possano essere complesse

Game of Thrones ha nascosto una regola fondamentale sui draghi per otto stagioni

Il rapporto tra i Targaryen e i loro draghi segue regole molto precise, e la storia di Daenerys rivela quanto possano essere complesse

Daenerys in Game of Thrones

Nel mondo di Game of Thrones e House of the Dragon, il legame tra i Targaryen e i draghi non è affatto casuale. Dietro quello che vediamo sullo schermo esistono infatti regole molto precise, costruite da George R.R. Martin per definire il rapporto tra un cavaliere e la propria creatura.

Una di queste è particolarmente importante e riguarda il numero di draghi che un singolo cavaliere può realmente controllare. Ed è proprio osservando Daenerys Targaryen che questa regola diventa molto più interessante di quanto possa sembrare. Nella storia dei Targaryen, il legame tra cavaliere e drago è generalmente esclusivo. Un cavaliere può infatti stabilire un vero rapporto con una sola creatura alla volta, anche se il modo in cui questo legame nasce può cambiare.

Alcuni Targaryen conquistano il proprio drago affrontandolo direttamente, come accade ad Aemond con Vhagar. In altri casi, invece, le uova vengono deposte nelle culle dei neonati, così da favorire un legame fin dalla nascita. Per questo motivo, il caso di Daenerys appare fin dall’inizio completamente fuori dal comune.

Alla fine della prima stagione di Game of Thrones, Daenerys entra nella pira funeraria di Khal Drogo insieme a tre uova di drago considerate ormai pietrificate da secoli. Quando le fiamme si spengono, ne esce illesa insieme a tre cuccioli appena nati: Drogon, Rhaegal e Viserion. Da quel momento, sviluppa un rapporto profondissimo con tutti e tre e diventa letteralmente la Madre dei Draghi. È proprio questo aspetto a renderla diversa dagli altri Targaryen: nessuno prima di lei aveva avuto un legame materno così forte con tre draghi contemporaneamente.

Ma questo non significa che possa realmente cavalcarli e controllarli tutti allo stesso modo. La serie chiarisce infatti che Drogon è il drago legato direttamente a Daenerys come cavalcatura. È lui ad accettarla come cavaliere ed è con lui che la Madre dei Draghi vola. Rhaegal e Viserion restano profondamente legati a lei, ma la natura del loro rapporto è diversa. Nel corso della serie, entrambi finiscono infatti per avere altri cavalieri: Rhaegal viene cavalcato da Jon Snow, mentre Viserion, dopo essere stato ucciso, viene trasformato dal Re della Notte e diventa la sua cavalcatura. Daenerys, quindi, non infrange realmente la regola secondo cui un cavaliere può avere un solo drago. La sua eccezionalità sta piuttosto nel fatto di essere madre di tre creature e di mantenere con tutte loro un legame unico.

Anche Drogon occupa una posizione particolare nella mitologia Targaryen. Per forza, dimensioni e aspetto, il drago viene infatti accostato a Balerion il Terrore Nero, la leggendaria creatura cavalcata da Aegon il Conquistatore. Egli rappresentava il massimo simbolo del potere Targaryen a Westeros e proprio il parallelismo con Drogon rafforza ulteriormente l’importanza di Daenerys nella storia della dinastia.

C’è poi un’altra particolarità che distingue Drogon, Rhaegal e Viserion dai draghi mostrati in House of the Dragon: la velocità con cui crescono: creature come Syrax e Caraxes hanno alle spalle decenni di vita, mentre i draghi di Daenerys raggiungono dimensioni enormi nel giro di pochi anni. Nei romanzi, in realtà, Drogon, Rhaegal e Viserion sono inizialmente più piccoli rispetto alle loro controparti televisive.

George R.R. Martin aveva inoltre progettato un salto temporale di cinque anni nella saga letteraria, che avrebbe permesso ai draghi di crescere in maniera più naturale. L’idea venne poi abbandonata, rendendo necessario uno sviluppo più rapido delle creature.

Esiste però anche una possibile spiegazione interna all’universo narrativo. Game of Thrones è ambientata in un periodo in cui la magia sta tornando nel mondo. Il ritorno dei draghi coincide infatti con altri fenomeni straordinari: gli Estranei riappaiono, Bran sviluppa nuove capacità e diversi elementi soprannaturali tornano progressivamente a manifestarsi.In House of the Dragon, invece, la magia sembra essere molto più debole. Proprio questa differenza potrebbe contribuire a spiegare perché i draghi di Daenerys sembrino svilupparsi in maniera così eccezionale rispetto a quelli delle generazioni precedenti.

Daenerys resta quindi un caso unico nella storia dei Targaryen: non controlla realmente tre draghi come cavalcature, ma il rapporto che riesce a creare con Drogon, Rhaegal e Viserion non ha precedenti.

Foto: HBO

Fonte: Collider

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