È uno dei registi più geniali e controversi in circolazione: i suoi Irréversible e Enter the Void si ricordano per la loro visionarietà morbosa e lisergica, ma anche per la loro sfrontata durezza, la loro aggressione sensoriale. E il suo ultimo Love porta al limite almeno uno degli elementi pruriginosi delle sue opere, con quei poster scandalosi e le scene di sesso che nulla lasciano all’immaginazione – anzi (qui il nostro commento).
Al Festival di Cannes, Gaspar Noé ha presentato la pellicola fuori concorso e in 3D (ed ecco cos’è successo), parlando con IndieWIRE della realizzazione e della selezione alla kermesse: «Era lo scandalo annunciato del festival di quest’anno. La verità però è che il film è soprattutto malinconico. Tutte le scene di sesso non sono come le vedi di solito, ma mostrate più in modo triste, malinconico». E poi: «Non c’era coreografia, io mi limito a mettere gli attori nella loro posizione e dico: “Ok, mi sembra ottimo, iniziamo la scena”. Quando cominciano, dico “Via”. Mentre giravamo non aggiungevo altro. Una volta che metti le persone nelle giuste posizioni va bene. Sanno come si fa».
E rispetto alle critiche? «Me le godo. Mi diverto sia con quelle che ti insultano che con quelle buone. Quelle buone aiutano il film a esistere, ma quelle cattive danno il via a una sorta di programma vendicativo, e ti rendono eccitato per il prossimo film. Ti svegliano, ti fanno ridere».
Fonte: IndieWIRE
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