Giacomo Bevilacqua, autore del poster della 4° edizione di Best Movie Comics and Games, ha incontrato i lettori nella seconda giornata dell’evento dedicato a film, serie, fumetti, cosplay e cultura pop. L’occasione è davvero speciale: l’uscita del suo nuovo libro, intitolato A Panda piace… la sveglia del lunedì, già disponibile per Gigaciao, casa editrice e azienda di web marketing fondata dallo stesso autore, insieme ai fumettisti Sio, Dado e Fraffrog.
Si tratta di una nuova raccolta di strisce divertenti e profonde in cui il personaggio di Panda, creato da Bevilacqua nel 2008, torna a rivolgersi ai lettori con la sua inconfondibile leggerezza e ironia. Ogni pagina diventa così una piccola isola felice, per fuggire dallo stress, ritrovare la serenità e ottenere risposte a domande che forse avevate dimenticato.
«Questo nuovo libro segue un po’ il filone del precedente, intitolato A Panda piace… capirsi, che a sua volta nasceva dalla mia storia personale – ha spiegato il fumettista. – Negli ultimi anni, sono stato male. Per due anni non ho lavorato, ho fatto un percorso di terapia, letto molto e cercato risposte. Sono giunto alla conclusione di non poter più scappare dal dolore e di doverlo affrontare. Da questo processo sono nati Sono una testa di panda e a A Panda piace… capirsi, nel quale, con il supporto di un professore universitario, ho utilizzato i fumetti per spiegare cosa succede quando proviamo ansia, pensieri intrusivi o stress, proponendo anche degli esercizi per uscirne».
Il nuovo libro raccoglie quindi molte delle strisce del lunedì pubblicate da Giacomo Bevilacqua durante questo lungo periodo di introspezione. Davanti al pubblico, l’autore si è raccontato con molta sincerità, enfatizzando il ruolo positivo della psicoterapia nel suo percorso: «Fin da quando ero un ragazzino, ho sempre vissuto una condizione di disagio. Il motore che ho trovato per lavorare su me stesso è stato la nascita dei miei figli, perché mi sono reso conto che c’erano cose di me che non volevo tramandare». Nessun giudizio, però, per chi nella vita ha fatto scelte differenti: «Il mio percorso mi ha fatto capire che io non sono nessuno per giudicare un’altra persona. Io sono andato in terapia e a me è servito per dire ad alta voce cose che non avevo mai ammesso con me stesso. Nel frattempo, però, scrivevo e tenevo diari: la terapia serve, ma il dialogo con te stesso deve continuare anche dopo».
Spaziando dal comico al drammatico, anche in questo nuovo libro l’autore parla dunque di emozioni, benessere, vita e salute mentale, concludendo con un messaggio di trasformazione e cambiamento: «Quando inizi a fare l’esercizio di non rimanere impigliato nelle emozioni errate, noti delle porte che prima non c’erano. A volte, siamo talmente occupati a vedere le cose negative che ci perdiamo le cose belle».
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