Non è scaramantica «Il viola non porta male» né diva «Non amo dare consigli»: contenere in una sola parola l’essenza di Paola Cortellesi sembra davvero impossibile, soprattutto quando è circondata da centinaia e centinaia di bambini e ragazzi al 41° Giffoni Film Festival, che si concluderà il 21 luglio a Giffoni Valle Piana (provincia di Salerno).

Il primo pensiero vola a Zelig che –  al contrario delle esternazioni di Vanessa Incontrada a Vanity Fair sul presunto maschilismo della redazione – la Cortellesi definisce “un ambiente ideale a cui penso di ritornare”. Non ha letto l’intervista (ci tiene a precisare): «La conosco solo artisticamente e non di persona, comunque le dichiarazioni vanno prese con le pinze e filtrate». Su una cosa sono d’accordo: «L’unico mattatore di Zelig è Claudio Bisio. In questa rassegna di comici il mio compito è stato quello di portare un pochino di varietà in più».

Il cuore a teatro, la testa in tv e i sogni al cinema? Paola Cortellesi ha certezze, più che speranze: «A meno che non cada un meteorite io e Massimiliano Bruno continueremo a lavorare insieme. Se non sarà per il film che sta scrivendo in questi giorni capiterà nel successivo». Non ci sorprende, visto che il regista l’ha diretta in Nessuno mi può giudicare, portandola a vincere il David di Donatello 2011  come miglior attrice protagonista.

Restando in tema d’ironia intelligente, la serata di ieri al Festival si è conclusa con una doppia e scoppiettante visione in anteprima de I pinguini di Mr. Popper (in uscita il 12 agosto per 20th Century Fox e basata sull’omonimo romanzo). Nella pellicola Jim Carrey subisce una transizione brusca da uomo d’affari malato di lavoro a babysitter di 6 pinguini combina guai, che gli invadono l’appartamento. Istrionico come sempre, ritorna nel suo one man show che riesce a far sembrare tutto il resto un mero palcoscenico amplificatore della sua esilarante follia.

(Foto Kikapress)

Paola Cortellesi con il  pubblico presente al Giffoni




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