Gli amanti del western si sentono ancora "derubati" dalla cancellazione di questa serie. E hanno ragione
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Gli amanti del western si sentono ancora “derubati” dalla cancellazione di questa serie. E hanno ragione

A distanza di sette anni dalla sua effettiva conclusione, i fan continuano a rammaricarsi per quella che avrebbe potuto affermarsi come una pietra miliare nella storia della televisione

Gli amanti del western si sentono ancora “derubati” dalla cancellazione di questa serie. E hanno ragione

A distanza di sette anni dalla sua effettiva conclusione, i fan continuano a rammaricarsi per quella che avrebbe potuto affermarsi come una pietra miliare nella storia della televisione

un frame della serie western Deadwood

 Ampiamente considerato uno dei più grandi show televisivi di tutti i tempi, Deadwood ha riportato in auge il genere western sul piccolo schermo nei primissimi anni 2000, ribadendo ancora una volta tutte le potenzialità e le profondità di una narrativa che in quel momento affrontava un declino da molti considerato ormai definitivo.

Andata in onda tra il 2004 e il 2006, la serie HBO ha conquistato pubblico e critica grazie a una scrittura di altissimo livello valorizzata da un cast in stato di grazia. Ambientata nel 1876, in una cittadina mineraria del South Dakota priva di legge e regole, Deadwood è riuscita a raccontare un mondo brutale, sporco, ma incredibilmente vivo e stratificato. La serie attinge liberamente alla vera epopea del west, portando in scena personaggi iconici come Wild Bill Hickok, Wyatt Earp e Calamity Jane, ma senza mai rinunciare a una forte identità autoriale. Il risultato è un racconto crudo e immersivo, capace di restituire tutta la complessità della vita nella frontiera americana.

Al centro della storia ci sono due figure destinate a scontrarsi e, loro malgrado, a lasciare il segno l’una sull’altra. Parliamo di Seth Bullock, ex sceriffo interpretato da Timothy Olyphant, e il carismatico e manipolatore Al Swearengen, a cui presta il volto un monumentale Ian McShane. Il primo arriva nella cittadina di Deadwood con l’intenzione di rifarsi una vita aprendo un negozio; il secondo è invece il vero e proprio padrone della città, proprietario del Gem Saloon e figura chiave negli equilibri di potere locali.

Il loro rapporto porta in scena uno scontro continuo tra legge e caos, tra morale e opportunismo, che col tempo si trasforma in una fragile, ambigua alleanza che si afferma come il vero e proprio cuore pulsante della serie. È proprio questa dinamica, costruita su dialoghi taglienti e interpretazioni magistrali, a rendere Deadwood qualcosa di più di un semplice western.

Fin dal suo debutto, Deadwood è stata accolta con entusiasmo. La critica ha elogiato la scrittura, la costruzione dei personaggi e l’approccio realistico, spesso spietato, al genere. In particolare, la performance di Ian McShane nei panni di Swearengen è entrata di diritto nella storia della TV, valendogli un Golden Globe e una nomination agli Emmy. La serie ha inoltre contribuito a consacrare definitivamente Timothy Olyphant, che negli anni successivi sarebbe diventato uno dei volti più riconoscibili della televisione grazie a ruoli iconici come quello di Raylan Givens in Justified e alla partecipazione in Santa Clarita Diet.

Eppure, nonostante il successo e i riconoscimenti — tra cui otto Emmy Awards — Deadwood è stata cancellata dopo appena tre stagioni. Una decisione che ancora oggi lascia l’amaro in bocca ai fan, convinti – senza timore di essere smentiti – che la serie avesse ancora molto da raccontare. La chiusura ufficiale è arrivata solo nel 2019 grazie a Deadwood – Il film, lungometraggio televisivo che ha riportato in scena gran parte del cast originale. Ambientato 11 anni dopo gli eventi della serie, il film riprende le tensioni tra Bullock e Swearengen mentre Deadwood celebra l’ingresso del South Dakota negli Stati Uniti, introducendo anche una nuova minaccia rappresentata dal potente senatore George Hearst.

Il risultato è stato accolto con entusiasmo, conquistando pubblico e critica e offrendo una conclusione emotivamente potente a una storia rimasta in sospeso troppo a lungo. Non a caso, il film è stato definito da molti un finale “agrodolce e brutalmente onesto”, capace di rendere giustizia a ciò che era venuto prima. Ma basta davvero questo per colmare il vuoto? Per molti spettatori, la risposta è no. Al netto del suo innegabile status di capolavoro che ha ridefinito le regole del western televisivo, Deadwood non ha potuto esprimere appieno tutte le sue immense potenzialità, lasciando i fan con una sensazione di amaro in bocca che continua a perdurare anche a distanza di anni.

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Foto: MovieStillsDB

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