Diretta emanazione del punto precedente. Se la bravura e l’estrema versatilità su più registri di Bryan Cranston è conclamata, Breaking Bad ricorda Six Feet Under per la capacità di ottenere risultati attoriali da interpreti inaspettati. Su tutti le due interpreti femminili Anna Gun (Skyler) e Betsy Brendt (Marie), lontane anni luce dal modello isterico-mimetico che va per la maggiore (stile Claire Danes di Homeland) donano umanità e ricchezza ai loro personaggi. Notevolissima anche la crescita di Aaron Paul (Jesse) come la grande prova di Giancarlo Esposito nel ruolo del letale e algido Gus e del suo tirapiedi Jonathan Banks (Mike).

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