Gli Oasis non si smentiscono mai. Anche quando il copione dovrebbe essere quello rigidissimo di una première alla Mostra del Cinema di Venezia, Liam e Noel Gallagher riescono in qualche modo a fare le cose a modo loro. E così la giornata veneziana dedicata al documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger, in arrivo al cinema e poi su Disney+, si è trasformata in una piccola collezione di momenti perfettamente in linea con la fama dei due fratelli di Manchester.
Il primo era arrivato già nel pomeriggio, quando Liam e Noel avevano partecipato al photocall salvo poi “disertare” la conferenza stampa del film, lasciando registi e autori a rispondere alle domande dei giornalisti. Una scelta che ha inevitabilmente alimentato la curiosità sulle loro intenzioni per la serata. Per qualche momento, al Lido, si è persino fatto strada il dubbio che i Gallagher potessero evitare anche il red carpet della première in Sala Grande. Alla fine sono arrivati. Naturalmente, però, non nel modo in cui tutti si aspettavano.
Fotografi e addetti ai lavori erano schierati verso il punto in cui avrebbe dovuto fermarsi l’auto con a bordo Liam e Noel, pronti a immortalare la classica discesa sul tappeto rosso. Dei Gallagher, però, nessuna traccia. Poi improvvisamente sono partite le urla dei fan. Qualcuno ha notato che il braccio meccanico delle telecamere stava puntando altrove e, voltandosi, fotografi e presenti si sono accorti che Liam e Noel erano già comparsi all’ingresso della Sala Grande, mescolati al resto della delegazione del film.
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Una sorpresa talmente riuscita da spiazzare apparentemente persino gli uomini della sicurezza, che si sono affrettati a raggiungerli. A quel punto i due fratelli si sono avvicinati alle transenne, hanno salutato i fan e firmato autografi, prima di concedersi finalmente ai fotografi sul red carpet.
Non è chiaro se fossero già all’interno del Palazzo e abbiano deciso di comparire direttamente dall’ingresso o se l’arrivo fosse stato organizzato così fin dall’inizio. Il risultato, però, è stato decisamente inequivocabile: anche nella cornice più formale di Venezia, gli Oasis sono riusciti a trasformare pochi minuti di protocollo in un piccolo momento di caos. In pieno stile Gallagher.
Foto: Benjamin Cremel/Getty Images
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