Squid
Il blog di Luca Maragno
Cannes, day 1: mare, fotografi e star alte sei metri
Cannes 2011 giorno 1. Qui ci son venuto in altre occasioni, tipo per i videogiochi o per la tv. Per il cinema è la prima volta ed è già tutta un’altra storia. La croisette tutta si trasforma. Le facciate degli Hotel si son riempite di cartelloni pubblicitari e così vedi un Johnny Depp e una Penelope Cruz pirateschi di 6 metri tra i balconi del Majestic, sotto di loro si indovinano Cricchetto e Saetta McQueen in dimensioni reali ancora nascosti da un telo: non sono ancora pronti ad accogliere gli ospiti dell’albergo o a farsi immortalare dalle foto dei passanti…
Oltre il Giardino
Il blog di Luca Argentero
The day after
Cala il sipario sui David di Donatello. Vincitori e vinti si sprecheranno in commenti, ci saranno i soliti dibattiti sulla qualità della manifestazione, sugli aventi diritto al voto, sulle velate strategie di distribuzione dei premi, insomma, tante parole verranno spese e alla fine nessuno e’ mai contento…
The Insider Outsider
Il blog di Fabio Guaglione
The Modern Age – n.5
Dopo qualche settimana di assenza, ecco tornare la rubrica in cui si cerca di constatare la bontà (o la malignità) delle ultime due decadi cinematografiche. FILM ORIGINALI: L’ultimo dei Mohicani – 1992 Michael Mann fa il figo con una storia epica e romantica, sfruttando thopos narrativi che funzionano sempre. Cosa fa la differenza? La sensibilità di chi mette in scena il racconto, l’interpretazione di Daniel Day Lewis e la colonna sonora grandiosa. Ultimo atto da brividi…
Just Like Honey
Il blog di Gabriele Ferrari
È successo di nuovo. Ovvero, questa volta è morta Yvette Vickers e nessuno se ne interessa
È successo di nuovo. Curiosi? Aspettate. Innanzitutto farò come fanno i blogger seri e vi teaserò con una frase ammiccante, suggestiva e autoreferenziale: tempo fa vi avevo parlato della triste fine di Tura Satana, tettona extraordinaire protagonista di alcuni dei film con macchine e deserto e profonde scollature migliori della storia dei film con macchine e deserto e profonde scollature…
Just Like Honey
Il blog di Gabriele Ferrari
Film tratti da libri, solo che forse non lo sapete
L’altro giorno m’è tornata voglia di vedere E morì con un felafel in mano. Molto sconosciuto da noi, è un delizioso film australiano che parla del papà di Charlie in La fabbrica di cioccolato versione Burton che cambia spesso casa perché ovunque vada fa casino. Strutturato a episodi, ogni casa nella quale il papà di Charlie si ritrova è un piccolo manicomio, a modo suo, con una personalità ben definita e riferimenti visivi e tematici ad altri film, altri generi e altre robe così…
Squid
Il blog di Luca Maragno
Ho visto cose… da Valhalla Rising a Senna
Ecco le mie visioni settimanali. Al Far East Film Festival: Welcome to Shamatown: una commedia cinese con una serie di personaggi stravaganti che ricordano quelli italiani che circondavano Bud Spencer in film come Lo chiamavano Bulldozer. Troppo lungo e troppo dispersivo…
Grindhouse
Il blog di Roberto De Feo
INDI CINEMA ed Elio Germano per gli INDIPENDENTI
Mi chiamo Roberto De Feo , ho 29 anni e sono un filmaker indipendente. Il mio sogno è fare cinema, il mio incubo è non poterlo fare. In questo momento in Italia il sistema distrugge qualunque speranza, e allora devo scegliere se aspettare standomene con le mani in mano, confidando in un miracolo che non accadrà, o se alzarmi e cercare di fare qualcosa…
Wonderland
Il blog di Alice Zampa
Thank You Russell Crowe
Nel suo ultimo film, The Next Three Days, il sempre bravo e (quasi sempre) bello Russell Crowe mi ha ricordato tre cose che mi appunto qui per non dimenticarle (fino al prossimo film). Mi sembra giusto ringraziare Russell che non avrò, ahimè, occasione di incontrare (a breve) di persona, ma che potrebbe sempre imbattersi nel mio blog navigando a tempo perso sulla Rete…
Il blog di Valentina Torlaschi
Un anno in un aeroporto. Lo racconta un film
Sono passati 7 anni da quando Spielberg ha girato The Terminal e ha piazzato Tom Hanks a soprav-vivere in un aeroporto, trasformando quel luogo ampio e luminoso in una vera e propria prigione. Non-luogo per eccellenza, spazio di transito e crocevia di milioni di persone, caratterizzato per essere “non identitario, non relazionale, non storico” – secondo la definizione dell’etnologo Marc Augè molto à la mode – l’aeroporto è un po’ il simbolo della nostra società postmoderna…
Il blog di Valentina Torlaschi
L’uomo gallo: info di servizio+curiosità
S’intitola L’uomo gallo e ve ne avevo parlato una decina di giorni fa. Quel film che racconta la storia (vera) di un ragazzo disabile costretto a vivere in pollaio: una vicenda straziante e poetica al tempo stesso, sicuramente un prodotto audiovisivo estraneo all’universo visivo a cui si è normalmente abituati…
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