Uno dei risultati più gravi, almeno dal punto di vista dell’immagine della Mecca del Cinema, dello sciopero da parte degli sceneggiatori (che chiedono sostanzialmente che vengano maggiormente riconosciuti loro i diritti sui loro lavori) che sta investendo Hollywood ormai da due mesi è l’annullamento della serata di premiazione dei Golden Globes, che avrebbe dovuto svolgersi questa domenica, 13 gennaio. Gli attori americani, tramite il loro sindacato (Sag) avevano fatto sapere che, per solidarietà, non avrebbero voluto forzare i picchetti degli sceneggiatori in sciopero dal 5 novembre. Non ci sarà la sfilata delle star sul tappeto rosso ma la Hollywood Foreign Press che attribuisce i Globes, consegnerà i premi agli attori che terranno poi una semplice conferenza stampa trasmessa nell’ambito delle News di Nbc. Al coro degli autori (televisivi oltre che cinematografici: per molto tempo, ad esempio, è rimasto bloccato anche il famoso Late Show condotto da David Letterman) si sono infatti unite le voci solidali di Ben Stiller, Robert Redford e alcuni membri del cast del serial tv Grey’s Anatomy. Ma soprattutto George Clooney. Proprio il protagonista di Michael Clayton, infatti, sarebbe stato additato da più parti, anche se mai in modo ufficiale, come il “burattinaio” che ha governato i fili del boicottaggio della serata dei Golden Globes, che non si è arrestato nemmeno di fronte a un accordo tra le major United Artists e Metro-Goldwyn-Mayer con il sindacato degli sceneggiatori siglato recentemente. Ora non resta che sperare che tutto si risolva per il meglio prima dell’attesa notte degli Oscar prevista per il prossimo 24 febbraio.

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