Non esiste Gru senza Max Giusti: l’inconfondibile voce del comico e conduttore televisivo romano ha accompagnato nell’edizione italiana il cattivissimo antieroe fin dalla sua prima apparizione nel 2010. E in Cattivissimo me 3 l’impresa è stata ancora più complicata: proprio come nella versione originale, Giusti è stato chiamato a interpretare il doppio ruolo di Gru e del gemello Dru. Un compito tutt’altro che semplice, come ci ha raccontato…

In questo terzo capitolo non sei soltanto la voce di Gru, ma anche quella del suo gemello Dru. Come ti sei trovato a dover interpretare due personaggi?
«È stato davvero molto impegnativo. Non tanto ritrovare la voce di Gru: lui lo sento molto mio, del resto il suo timbro l’ho immaginato io fin dall’inizio, sette anni fa. Immedesimarmi di nuovo in lui non è stato difficile, anche perché mi tengo sempre in allenamento: quando capita che i miei figli guardino il film a casa, io arrivo e faccio le battute di Gru ai loro amichetti lasciandoli di stucco. In un secondo momento ho invece doppiato Dru, e devo dire che con lui è stata durissima fisicamente. Non scherzo: la sua voce ha delle tonalità talmente alte che sono stato costretto a non fare delle sessioni di doppiaggio troppo lunghe per non rovinarmi le corde vocali. La maggiore difficoltà è stata quella di renderle due voci diverse, ma che a un certo punto trovano una loro sintonia, perché dopotutto sono gemelli».

Qual è stata la chiave che ti ha permesso di riuscirci?

«Per la voce di Gru, sette anni fa abbiamo deciso di distanziarci dall’originale di Steve Carell, che lo ha caratterizzato con un forte accento come se fosse un immigrato dell’Est. L’Italia è un Paese troppo bacchettone e una voce simile avrebbe scatenato troppi commenti negativi. Perciò abbiamo lavorato per trovare una modulazione che fosse allo stesso tempo cupa e cattiva, ma anche dolce nei momenti in cui parla con le bambine. Per quanto riguarda Dru, invece, ci è arrivata proprio una direttiva dall’America che diceva di ispirarsi il più possibile all’originale di Carell, una voce molto acuta, di testa. Per costruirla c’è stato un lavoro molto certosino, a volte quasi parola per parola, il tutto senza dimenticare la recitazione e la caratterizzazione. Sono stati anche turni di doppiaggio molto più lunghi del normale, ma ora mi sento davvero ripagato… A volte quando mi riascolto non sembro neanche io».
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Come è cambiato il personaggio di Gru in questi sette anni?
«È cambiato molto, anzi direi che si è evoluto con me, per questo forse gli sono così affezionato. Quando mi hanno chiamato per doppiarlo io ero appena arrivato al grande successo e stavo per diventare padre. Doppiare un cartoon mi ha permesso di staccare per un attimo e concedermi di ritornare bambino. E poi Gru mi somiglia: è un po’ grosso, sovrappeso, ogni tanto sbaglia e combina guai, ma alla fine è un vincente».
Nel film è presente una riflessione su Hollywood e su come la popolarità in qualche modo possa diventare una gabbia in cui si resta intrappolati. Non trovi un controsenso che venga da uno degli studi più popolari del momento?
«In realtà no, perché Illumination Entertainment è anche uno degli studi più irriverenti ed ha una forte attenzione per l’attualità. Io devo dire di non amare molto i cartoni animati, anzi spesso mi annoiano, però la prima volta che ho visto Cattivissimo me sono rimasto sorpreso, perché era un film veramente originale e soprattutto non veniva da un colosso. La cosa più bella dei cartoon di Illumination per me è la loro contemporaneità. In questo caso, penso ad esempio a quanti enfant prodige della televisione ci sono stati, ma anche a molti ragazzi di tutti giorni che vengono caricati di aspettative dalla famiglia. Semplicemente, a volte inseguire la nostra idea di felicità diventa quasi una chimera. Qualche giorno fa mi sono spaventato quando mia figlia a un certo punto mi ha detto che vorrebbe diventare famosa, perché vede che tutti vogliono farsi le foto con me. Le ho risposto che non è importante diventare famosi, ciò che conta è essere contenti di quello che si fa. La felicità alla fine dipende dall’equilibrio che troviamo in noi stessi, e quanti squilibri portano l’essere famoso e lo star system? È una riflessione davvero non scontata, se pensiamo che viene da un cartone animato».
L’intervista completa è pubblicata sul numero di Best Movie di agosto, in edicola dal 1° agosto.
Cattivissimo me 3 uscirà nei cinema italiani il 24 agosto.
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