Pochi minuti fa Susan Sarandon, l’amata attrice statunitense premio Oscar, è stata fermata dalla polizia di New York durante una manifestazione organizzata in occasione della presenza del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’attrice si trovava tra i partecipanti a una protesta nelle strade vicine al Palazzo di Vetro, dove Netanyahu era atteso per il suo intervento.
Secondo quanto emerso, Sarandon è stata presa in custodia dalle forze dell’ordine insieme a Darializa Avila Chevalier, candidata Democratica al Congresso, e al consigliere comunale Chi Ossé. La manifestazione a cui hanno preso parte è stata promossa dall’organizzazione Jewish Voice for Peace, la quale si sarebbe svolta a circa due isolati dalla sede delle Nazioni Unite attirando un corteo di circa 250 persone.
Un video emerso in rete mostrerebbe la stessa Susan Sarandon mentre viene messa in stato di fermo dagli agenti durante la protesta. Vale inoltre la pena sottolineare come al momento non sia stato indicato nessun capo d’accusa formalizzato nei confronti dell’attrice, motivo per cui è più corretto parlare di fermo o presa in custodia piuttosto che attribuirle uno specifico reato.
Potete vedere QUI il video di Susan Sarandon che viene messa in stato di fermo.
La partecipazione dell’attrice si inserisce nel soldo di un’attività pubblica che da anni la vede intervenire apertamente e in prima linea su questioni politiche e sociali, tra cui l’attuale situazione a Gaza e le sistematiche violenze perpetrate dalle forze miliari israeliane verso i palestinesi. L’attrice aveva affrontato pubblicamente l’argomento anche durante la conferenza stampa di The Echo Chamber, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, sostenendo di aver subito conseguenze professionali per le proprie posizioni arrivando a dichiarare: “Non mi propongono più film per il mio sostegno alla Palestina. È stata una rivelazione scoprire quanto denaro gli Usa diano a Israele“.
Il rapporto tra Sarandon e l’industria cinematografica visse una fase di tensione già nel 2023, quando l’attrice venne abbandonata dalla United Talent Agency, una delle principali agenzie di rappresentanza di Hollywood, dopo la sua partecipazione ad una manifestazione pro-Palestina organizzata a New York il 17 novembre dello stesso anno. Durante il raduno, alcune sue dichiarazioni vennero accusate di contenere riferimenti antisemiti, con un portavoce della UTA che confermò successivamente la fine del rapporto con l’attrice.
Dal canto suo, Susan Sarandon può vantare una lunga storia di partecipazione a manifestazioni politiche. Un precedente particolarmente noto risale al 2018, quando venne arrestata a Washington durante una protesta contro le politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Donald Trump.
Il fermo avvenuto ora a New York rappresenta dunque solo l’ultimo episodio di un’attivismo sociale e politico che Susan Sarandon ha mantenuto costante nel corso degli anni, anche a costo di esporsi a conseguenze sul piano professionale e personale.
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Foto: Aldara Zarraoa / Getty Images
Fonte: ANSA
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