«Guardatelo, prima che Hollywood lo rovini con un remake»: questo film sconosciuto è imperdibile per gli amanti dello sci-fi
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«Guardatelo, prima che Hollywood lo rovini con un remake»: questo film sconosciuto è imperdibile per gli amanti dello sci-fi

Un capolavoro spagnolo di cui pochissimi hanno sentito parlare, e che meriterebbe di essere riscoperto

«Guardatelo, prima che Hollywood lo rovini con un remake»: questo film sconosciuto è imperdibile per gli amanti dello sci-fi

Un capolavoro spagnolo di cui pochissimi hanno sentito parlare, e che meriterebbe di essere riscoperto

Il film sci-fi thriller Timecrimes (2007)

I viaggi nel tempo sono uno dei pilastri della fantascienza, o sci-fi. Gli spettatori lo sanno bene, la regola da rispettare è soltanto una: non interferire mai con il passato, per scongiurare il rischio di un paradosso temporale. Sono moltissimi i film appartenenti a questo genere in cui il protagonista, nel suo tentativo disperato di salvare il futuro, finisce intrappolato in un loop, o peggio ancora, finisce per creare esattamente ciò che stava cercando di distruggere. Un concept cinico e devastante, espresso in maniera eccellente non soltanto dai grandi blockbuster di Hollywood, ma anche dai film indie.

Un esempio perfetto, purtroppo meno noto rispetto a titoli americani sci-fi e thriller più blasonati, è sicuramente Timecrimes (Los cronocrímenes) del regista spagnolo Nacho Vigalondo. Uscito nel 2007, il film inizia con con il personaggio di Héctor (Karra Elejalde), un uomo di mezza età senza alcuna caratteristica particolare, che si è appena trasferito in campagna con la moglie Clara. Fin dall’inizio della storia, Héctor viene descritto come un uomo annoiato e curioso, che esplora i dintorni con il suo binocolo alla ricerca di qualche novità. Seguendo una donna, si addentra nel bosco dove viene accoltellato al braccio con una forbice da un uomo misterioso, che indossa un impermeabile nero e delle bende sul viso. Fuggendo terrorizzato, il protagonista si ritrova nel laboratorio di uno scienziato, che gli intima di nascondersi all’interno di una macchina.

È così che viaggia nel tempo di circa un’ora, ritrovandosi in una realtà dove esistono due Héctor. Egli, insieme allo spettatore, è costretto ad assistere di nuovo a tutti gli eventi appena vissuti, ma questa volta da un diverso (e impotente) punto di vista. Per il principio di autoconsistenza, sono le azioni future del personaggio a determinare gli eventi passati: in questa storia, il libero arbitrio è soltanto un’illusione e non si può davvero cambiare l’ordine degli eventi. Per quanto Héctor ci provi, compiendo una serie di scelte anche assurde ed estreme, non riuscirà mai a mettere a posto gli errori compiuti nel passato; al contrario, si troverà sempre più invischiato negli stessi eventi che vorrebbe scongiurare. Per lo spettatore, Timecrimes diventa quindi una sorta di trappola psicologica: una storia in cui il protagonista è a conoscenza del futuro, ma non può fare assolutamente niente per modificarlo.

Purtroppo, il budget ridotto e la realizzazione su piccola scala hanno fatto sì che questo film passasse inosservato rispetto ai suoi illustri predecessori. Nonostante il plauso di grandi critici, come Roger Ebert, l’incasso al box office è stato praticamente inesistente, ed è conosciuto principalmente dagli appassionati del genere sci-fi, che non mancano mai di consigliarlo. È particolarmente apprezzato l’approccio “idee prima del budget” adottato dal regista: ancora oggi, gli aggregatori di recensioni sono infatti pieni di commenti di utenti che elogiano soprattutto la semplicità della realizzazione, l’uso minimale delle location e degli spazi o il fatto di non aver avuto bisogno di grandi nomi o di effetti speciali sensazionali, ma soltanto di una buona storia.

Come sottolinea scherzosamente un utente di IMDB, un film «da recuperare, prima che Hollywood decida di rovinarlo con un remake». E fate attenzione, perché in America ci sono andati pericolosamente vicini: nel 2011 era stata annunciata la versione in lingua inglese, poi mai realizzata…

Fonte: CBR

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