Ha un attore e una sola location, ma questo horror fantascientifico riesce comunque a essere epico
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Ha un attore e una sola location, ma questo horror fantascientifico riesce comunque a essere epico

Cosa succede quando si unisce la paura dell'ignoto alla claustrofobia di una singola stanza chiusa?

Ha un attore e una sola location, ma questo horror fantascientifico riesce comunque a essere epico

Cosa succede quando si unisce la paura dell'ignoto alla claustrofobia di una singola stanza chiusa?

L'horror fantascientifico The Abandon (2022)

L’horror e la fantascienza vanno spesso a braccetto, specialmente quando si parla di spazio e forme di vita aliene. Ma cosa succede quando si combina la paura dell’ignoto e della vastità dell’universo con le limitazioni fisiche e l’isolamento di una singola stanza chiusa? Esistono diversi film di questo genere ambientati in una sola location e con un cast ridotto, come Cube (1997) ed Escape Room (2019), ma uno dei più interessanti degli ultimi anni è sicuramente The Abandon (2022) di Jason Satterlund.

In questo film, Jonathan Rosenthal interpreta Miles, un soldato che, dopo essere stato ferito in combattimento, viene rapito da un’entità sconosciuta e si risveglia in una stanza a forma di cubo dalla quale non sembra esserci via d’uscita. L’uomo cerca di trovare un modo per fuggire prima che sia troppo tardi, ma il confinamento inizia gradualmente a mettere alla prova i suoi limiti fisici e mentali. Criptici messaggi come «abbandona tutte le tue speranze» iniziano a comparire sulle pareti, e a tratti la stanza inizia a ruotare, a cambiare la temperatura o la pressione della forza di gravità. E il tutto si complica quando Miles scopre di non essere l’unico a subire quella tortura.

The Abandon è sicuramente un film peculiare, in primis per il suo concept che comprende un’unica location e un solo interprete, ossia Rosenthal (con l’eccezione della voce di Tamara Perry, che interpreta Damsey, una donna a cui viene riservato lo stesso destino). Nonostante le evidenti limitazioni, il film riesce comunque a garantire agli spettatori una sorprendente dose di scene d’azione, con fantastici stunt da parte del protagonista, che cerca disperatamente di sopravvivere a torture sempre più pericolose.

Uno degli aspetti più interessanti è poi il fatto che The Abandon utilizza gli elementi sci-fi e horror come veicoli per parlare dell’isolamento e della salute mentale, in particolare in relazione alla professione militare. Sia Miles che Damsey, infatti, hanno sperimentato eventi traumatici nella loro permanenza all’interno dell’esercito, e le torture a cui sono sottoposti li portano alla luce, in un misto di claustrofobia, attacchi di panico, ricordi di abusi psicologici e violenze. Insomma, questo film potrà non avere la grandezza e la fama di altri film horror dello stesso filone, ma non per questo è meno epico o meno ricco di suspense: vale la pena dargli una chance anche soltanto per il profondo risvolto emotivo che scaturisce da uno scenario terrificante e claustrofobico.

Fonte: Collider

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